Residenti del quartiere Falsomiele si sono scagliati la scorsa sera contro i poliziotti che volevano bloccare tre motociclisti in sella a moto di grossa cilindrata senza targa in gara tra loro.

Gli agenti avevano intimato l’alt. Ne è nato un inseguimento. Vicino largo dei Pinguini tre volanti con sei agenti sono stati accerchiati e presi a colpi di pietre per proteggere la fuga dei motociclisti.

Due sarebbero stati individuati e bloccati in un magazzino. Altri residenti sono scesi in strada ed è diventato un assalto contro la polizia. Una decina le volanti arrivate in soccorso, supportate dai carabinieri. Sarebbero stati esplosi dei colpi di pistola in aria per disperdere la folla minacciosa.

Siulp, notte di inaudita violenza a Palermo

Palermo, quartiere Falsomiele: delinquenti non si fermano all’alt di un controllo di Polizia e ne scaturisce un inseguimento che si conclude in uno dei mille vicoli della città dove moltissimi residenti, almeno un centinaio, si riversano in strada per difendere i malviventi che tentavano di sottrarsi all’arresto: “Una delle tantissime aggressioni che subiamo, ma quello che lascia davvero amareggiati, delusi e rattristati e stato vedere che moltissimi cittadini di quel quartiere si sono scagliati contro le Volanti della Polizia.

Sono stati loro ad ostacolare i poliziotti. Ed è bene sapere che hanno lanciato di tutto contro i nostri ragazzi: pali di ferro, tavoli, sedie, pietre e uno di loro brandiva addirittura un’arma. Uno scenario che non può rappresentare la nostra realtà lavorativa, in un paese democratico come il nostro, giacché tali scene evocano una vera e propria guerriglia civile, un attacco al cuore dello Stato democratico per affermare l’antistato sulla nostra civile convivenza”.

Così in una nota Felice Romano, Segretario Generale del SIULP, il primo sindacato della Polizia di Stato e di tutto il comparto Sicurezza, oltre che dei comparti Difesa e Soccorso Pubblico: “Parliamo di una decina di volanti, ripeto, dieci volanti blindate seriamente danneggiate, di cui due quasi distrutte, cui è stato impedito di lavorare con inaudita violenza, con 8 poliziotti che sono finiti in ospedale, ai quali va la nostra vicinanza e l’auspicio di pronta guarigione. Una devastazione scatenata, ripeto, dai cittadini e non dai malviventi e i colleghi alla fine hanno dovuto sparare alcuni colpi in aria per tentare di frenare tale a guerriglia.

E’ arrivato il momento di fermarsi perché questa è oramai diventata una triste costante in alcune zone: quella cioè di cittadini che si lanciano a difesa dei malviventi. Ecco perché chiediamo al Ministro dell’Interno e al Capo della Polizia di varare dei piani di intervento che non consentano più connivenze a tutela di chi delinque. Perché ne va non solo della sicurezza dei cittadini perbene e del territorio di tali città, ma soprattutto della credibilità dell’azione dello Stato. In uno Paese democratico, nessuno, e sottolineiamo nessuno, può farsi giustizia da se: né chi subisce violenza, né chi indossa una divisa, ma soprattutto né chi delinque. Attendiamo una risposta immediata e concreta a tutela dei poliziotti e dei cittadini e della democrazia del nostro Paese”.

Sap, ‘i sassi lanciati contro i poliziotti sono contro lo Stato’

“I sassi lanciati questa notte contro gli agenti sono sassi contro lo Stato”. Lo dice il segretario generale aggiunto del sindacao di polizia Sap, Giuseppe Coco secondo cui “è di sette poliziotti feriti e due volanti distrutte il bilancio della sassaiola partita dai residenti contro le forze dell’ordine per impedire il fermo di alcuni cittadini in fuga su uno scooter dopo non essersi fermati all’alt delle autorità”.

“Hanno tirato di tutto contro la pattuglia – prosegue Coco – ma i sassi contro i colleghi sono sassi contro lo Stato, sono il frutto di un senso di impunità che si sta sviluppando in una fetta della popolazione che non riconosce più chi cerca di garantire la sicurezza e una convivenza civile. La violenta aggressione di questa notte contro Polizia e Carabinieri domani può essere contro un medico o un insegnante, contro chiunque lavori per il bene della società, della democrazia e della libertà di questo Paese”.

Uil Polizia, inaccettabile guerriglia urbana a Palermo

“Quello che è accaduto questa notte nel quartiere Falsomiele rappresenta un episodio di gravissima violenza nei confronti della Polizia di Stato e, più in generale, un preoccupante attacco all’autorità dello Stato. Secondo le prime ricostruzioni, l’intervento delle pattuglie della Polizia, impegnate nel controllo di alcuni motociclisti che si sarebbero dati alla fuga dopo l’alt degli operatori, è degenerato in una vera e propria aggressione nei confronti degli agenti”.

Lo dice in una nota la Uil Polizia in merito alla sassaiola contro gli agenti che si è verificata la scorsa notte nel quartiere Falsomiele. “Un gruppo di persone sarebbe intervenuto per ostacolare l’operato delle Forze dell’Ordine, arrivando a lanciare pietre contro le volanti e ad aggredire fisicamente gli operatori. Il bilancio è di 8 agenti feriti e oltre ad un paio di autovetture di servizio danneggiate. Per riportare la situazione sotto controllo è stato necessario l’intervento di alcune squadre del reparto mobile e di personale dell’arma dei carabinieri – aggiunge il sindacato – La Uil Polizia Palermo esprime la propria piena e incondizionata solidarietà ai colleghi coinvolti, ai quali va il nostro ringraziamento per aver continuato a svolgere il proprio dovere anche in una situazione di grave pericolo. Ma la solidarietà, oggi, non può essere sufficiente. Non possiamo accettare che un controllo di polizia, come ormai spesso accade si trasformi in una situazione di guerriglia urbana e che gli operatori delle Forze dell’Ordine diventino bersagli di violenza proprio mentre stanno cercando di garantire la sicurezza dei cittadini. La UIL Polizia chiede pertanto che venga fatta piena luce su quanto accaduto e che tutti i responsabili delle violenze e dei danneggiamenti vengano individuati e chiamati a rispondere delle proprie condotte”.

Allo stesso tempo, riteniamo indispensabile che le istituzioni intervengano con decisione per evitare che episodi di questo tipo possano ripetersi.- I poliziotti devono poter lavorare sapendo di avere alle proprie spalle uno Stato forte, presente e capace di garantire loro la necessaria tutela – afferma il Segretario Generale Provinciale Uil Polizia Palermo Claudio Tripoli il quale continua – Non chiediamo privilegi Chiediamo sicurezza, Piu uomini e mezzi, la possibilità di avere regole d’ingaggio chiare in modo da poter utilizzare al meglio gli strumenti che abbiamo a disposizione e sopratutto certezza , con un inasprimento delle pene, che chi aggredisce un appartenente alle Forze dell’Ordine venga perseguito adeguatamente dalla legge.- La Uil Polizia Palermo continuerà a stare al fianco dei propri colleghi e a chiedere con forza che la sicurezza degli operatori di Polizia torni ad essere una priorità concreta dell’azione istituzionale e della Politica.

Pianese (Coisp), cento persone contro la Polizia

“Otto poliziotti feriti, volanti accerchiate e due veicoli di servizio gravemente danneggiati da una folla di circa cento persone scese in strada con pali di ferro, tavoli, sedie e pietre al solo scopo di impedire il fermo di due soggetti in fuga. Ciò che è accaduto nella notte tra domenica e lunedì nel quartiere Falsomiele a Palermo è un vero e proprio atto di guerriglia urbana contro lo Stato e le istituzioni”. Lo dichiara in una nota Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, commentando il grave attacco subito dagli agenti della Polizia di Stato a Palermo. “Quanto avvenuto dimostra ancora una volta l’incredibile livello di audacia e spregiudicatezza raggiunto in certi contesti, dove le Forze dell’Ordine vengono considerate come nemici da attaccare e sopraffare e non come rappresentanti di uno Stato che li protegge. Gli agenti sono stati costretti, in due diverse occasioni, a sparare colpi in aria per disperdere la folla e per mettersi in salvo di fronte a una violenza cieca e organizzata. È inaccettabile che per svolgere il proprio dovere e far rispettare la legge si debba rischiare il linciaggio, affrontare folle pronte a tutto e mettere a rischio la propria incolumità se poi il sistema non garantisce una pena certa e immediata per chi si rende responsabile di tali violenze. Ai colleghi rimasti feriti va la nostra totale vicinanza e l’augurio di una pronta guarigione, ma la solidarietà da sola non basta più. Serve un segnale fermo da parte delle istituzioni e dell’autorità giudiziaria: chi aggredisce un servitore dello Stato deve sapere che ne risponderà severamente e senza alcuna scappatoia”, conclude