Ha preso il via con straordinario successo la speciale rassegna letteraria tenutasi all’interno della Casa Circondariale “Antonino Burrafato” di Termini Imerese. L’iniziativa, realizzata in sinergia con la settima edizione del Termini Book Festival e in stretta collaborazione con la Biblioteca Liciniana, rappresenta una delle tappe più significative del progetto biennale “BiblioComunità – Dove crescono le storie” (sostenuto dalla Fondazione con il Sud e dal Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura). Il progetto nasce per ridefinire il ruolo delle biblioteche sul territorio, trasformandole da semplici archivi di conservazione in veri e propri hub culturali e sociali aperti alla cittadinanza.
L’incontro dietro le sbarre: riscatto sociale e storie di vita
La rassegna ha permesso di varcare le mura detentive per avviare un profondo e inedito dialogo culturale con i detenuti, portando scrittori e dibattiti di rilievo direttamente a contatto con la popolazione carceraria. Andrea Calabria, referente del CEIPES ETS (soggetto responsabile del progetto), ha spiegato come l’iniziativa sia riuscita ad aprire le porte a una realtà che solitamente rimane chiusa ed esclusa dal dialogo con l’esterno. Calabria ha sottolineato in modo indiretto che, superando il pregiudizio sociale che bolla i detenuti come soggetti irrecuperabili, l’incontro ravvicinato ha rivelato anime ricche di storie, persone che hanno vissuto momenti difficili ma pronte a rimettersi in gioco attraverso la lettura e il confronto. Soffermandosi sul senso profondo della trasformazione delle biblioteche in spazi attivi, Calabria ha dichiarato: «Bibliocomunità ha un obiettivo che è quello di potenziare i servizi delle biblioteche, di renderle non soltanto luoghi dove venga custodito esclusivamente il libro, ma dei luoghi dove la comunità possa effettivamente ritrovarsi, iniziare a prosperare, a creare e ad avere delle idee».
La sinergia con la biblioteca carceraria “Spazio Libero”
Questo percorso non rappresenta un evento isolato, ma il consolidamento di un legame istituzionale profondo. Claudia Raimondo, direttrice della biblioteca “Liciniana” di Termini Imerese, ha illustrato come la rassegna derivi dalla connessione tra la biblioteca comunale e la biblioteca “Spazio Libero” della Casa Circondariale, nata nel 2021 in convenzione proprio con la biblioteca cittadina. Ha ricordato in forma indiretta come, grazie al coinvolgimento entusiasta degli ospiti del carcere, sia stato possibile creare ambienti accoglienti con poltroncine per offrire un vero e proprio “angolo di evasione” dalla realtà detentiva. La direttrice ha commentato con orgoglio la genesi del progetto, evidenziando che: «Questa rassegna, pensata dal Termini Book Festival, si inserisce proprio nell’ambito di Bibliocomunità», un cammino reso possibile dalla qualifica di “Città che legge” ottenuta dal Comune di Termini Imerese fin dal 2020 e rinnovata nel corso degli anni.
Il valore del titolo “Città che legge” e il sostegno regionale
Il successo di questa rete si fonda su requisiti amministrativi e culturali ben precisi. Per ottenere e mantenere il titolo di “Città che legge”, Termini Imerese ha dimostrato la presenza di una libreria attiva, di una biblioteca aperta al pubblico e lo sviluppo di attività congiunte tra istituzioni pubbliche e realtà private o scolastiche del territorio. Questa rete di sinergie ha sbloccato anche un importante contributo regionale deliberato dall’Assessorato per le autonomie locali, che ha sostenuto finanziariamente parte dell’evento del Termini Book Festival. Raimondo ha confermato l’importanza di questo riconoscimento strategico dichiarando che: «Il titolo di città che legge ci ha portato tante cose buone».
Un progetto ad ampio raggio che unisce le Madonie
La rassegna in carcere rappresenta solo una parte di un intervento territoriale molto più ampio. Il progetto “BiblioComunità” ha l’obiettivo di coinvolgere oltre 1.500 persone, tra cui minori, anziani e persone con disabilità, puntando sull’innovazione digitale tramite l’uso della piattaforma MLOL, una web radio e la formazione di volontari. Le attività si diramano in numerosi comuni delle Madonie, coinvolgendo centri come Alimena, Blufi, Gangi, Castelbuono, Collesano, Geraci Siculo, Isnello, Petralia Soprana e Petralia Sottana. Attualmente, il progetto prevede anche sessioni di alta formazione per gli operatori bibliotecari comunali e del terzo settore, mirate a trasferire nuove visioni sul futuro dei servizi culturali.
Voci istituzionali e prospettive future
L’integrazione di queste realtà virtuose ha riscosso il plauso di tutti i promotori. Giorgio Lupo, direttore artistico del Termini Book Festival, ha espresso grande compiacimento definendo la collaborazione: «Un’interazione tra realtà virtuose che hanno come obiettivo unico quello della promozione alla lettura».
A coronamento di questo percorso di crescita, la comunità attende la riapertura della storica Biblioteca Liciniana, attualmente oggetto di un importante intervento di ristrutturazione. La fine dei lavori è prevista per il 2027, quando la struttura riaprirà in locali completamente rinnovati che ospiteranno una pluralità di nuovi servizi culturali e sociali per l’intera cittadinanza.
Luogo: TERMINI IMERESE, PALERMO, SICILIA
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