Notte in sacco a pelo negli uffici della Commissione Bilancio per i 4 deputati di Controcorrente guidati da Ismaele La Vardera. Da ieri nel tardo pomeriggio i deputati hanno deciso di occupare per protesta la Commissione Bilancio dove si svolgono i lavori preparatori della manovra di bilancio che dovrebbe presto sbarcare in aula all’Ars.
La foto delle 21,40
La foto che ritrae i 4 deputati che si preparano per la notte risale alle ore 21,40 di ieri sera. “Da 4 ore siamo barricati in commissione bilancio, e qui resteremo per tutta la notte” scrive La Vardera nel postarla.
“Siamo qui per chiedere un diritto sacrosanto: la rappresentanza del nostro gruppo all’interno della commissione più importante del Parlamento. Non un capriccio, ma una prerogativa che ci spetta di diritto. Abbiamo ricevuto la solidarietà di altri esponenti politici, ecco cosa sta accadendo”.
Le dichiarazioni di ieri sera al momento dell’occupazione
“L’avevamo detto. Eravamo pronti ad azioni eclatanti perché la democrazia va difesa e per questa ragione, dopo aver chiesto più volte di essere inseriti nella commissione bilancio come precisa il regolamento dell’Assemblea regionale siciliana, abbiamo deciso di occupare la commissione bilancio” avevano dichiarato ieri i deputati del gruppo parlamentare di Controcorrente formato da Ismaele La Vardera, Josè Marano, Alessandro De Leo e Carlo Gilistro occupando la Commissione.
“Non è accettabile che un gruppo parlamentare che rappresenta i cittadini siciliani non possa controllare, votare e discutere eventuali proposte nella commissione bilancio. Abbiamo chiesto al presidente Galvagno, di essere presenti in commissione, gli abbiamo scritto a luglio e sollevato il problema in aula e nella riunione dei capigruppo la scorsa settimana. Siamo alla vigilia della variazione di bilancio, una variazione di oltre un miliardo di euro di soldi pubblici e non è accettabile che possiamo solo assistere come uditori e non poter partecipare ai lavori con diritto di voto. Il parlamento siciliano, il parlamento più antico al mondo, rispetti la democrazia, noi da qui non ci muoviamo” avevano concluso.






Commenta con Facebook