Maurizio Zoppi
Scrivo, parlo, respiro... ma non sempre in quest’ordine
Via Magliocco è diventata una situazione francamente imbarazzante. Una fontana mai aperta. Bancarelle poveracce messe lì a fare da tappo a una via che avrebbe ben altra vocazione. Sporcizia impressionante. Palme secche, con pezzi che vengono giù mentre sotto passano cittadini e turisti.
E vogliamo parlare di piazzale Ungheria? Un altro biglietto da visita che racconta esattamente il contrario di quello che una città turistica dovrebbe mostrare. Degrado, disordine e una sensazione di insicurezza tale che diversi turisti esitano persino a lasciare l’auto lì, per paura di quello che potrebbe accadere. Altro che accoglienza.
E risparmiatemi il solito ritornello: “Perché non lo dici al tuo assessore, visto che ci lavori?”.
Molti sanno perfettamente quello che penso e ognuno deve avere il proprio ruolo. Io non ho mai confuso il lavoro con il diritto — e anche il dovere — di raccontare quello che vedo.
Smettiamola anche con l’idea dell’assessore-tuttologo, responsabile di qualsiasi cosa accada: dalla buca sotto casa fino ai bandi, per esempio, sull’innovazione tecnologica in Sicilia. Esistono deleghe, competenze, uffici e responsabilità precise. Altrimenti chiediamo conto di tutto a tutti e alla fine, guarda caso, non risponde più nessuno di niente.
Via Magliocco e piazzale Ungheria sono lì. Non servono comunicati stampa, appartenenze o amicizie per capire come sono ridotti.
Basta andarci. A piedi. E guardare.
Questo contenuto è stato disposto da un utente della community di BlogSicilia, collaboratore, ufficio stampa, giornalista, editor o lettore del nostro giornale. Il responsabile della pubblicazione è esclusivamente il suo autore. Se hai richieste di approfondimento o di rettifica ed ogni altra osservazione su questo contenuto non esitare a contattare la redazione o il nostro community manager.


Commenta con Facebook