Sospesa dopo oltre 24 ore la protesta in sacco a pelo dei quattro deputati del gruppo parlamentare Controcorrente, guidati da Ismaele La Vardera, che da mercoledì pomeriggio occupavano gli uffici della Commissione Bilancio dell’Assemblea regionale siciliana. Il passo indietro è arrivato dopo una nota ufficiale del presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, che si è impegnato a portare la complessa questione della rappresentanza dei gruppi all’ordine del giorno della conferenza dei capigruppo.
I parlamentari Ismaele La Vardera, Josè Marano, Alessandro De Leo e Carlo Gilistro rivendicavano l’inserimento formale nell’organismo parlamentare, ritenendo inaccettabile l’esclusione dal diritto di voto e di proposta proprio alla vigilia dell’esame di una variazione di bilancio da oltre un miliardo di euro. Secondo i deputati, l’articolo 62-ter del regolamento dell’Ars obbligherebbe la presidenza a rimodulare la composizione delle commissioni dopo due anni di legislatura.
Lavori a rischio: commissione e manovra verso lo slittamento di due settimane
La forte protesta ha però acceso i riflettori sui delicati equilibri di Palazzo dei Normanni, aprendo una fase di forte tensione sia all’interno dei partiti di maggioranza, sia nel canale di dialogo tra le forze di governo e le opposizioni. “Dopo oltre 24 ore di occupazione no stop si è aperto il vaso di Pandora”, dichiarano in una nota i deputati di Controcorrente, evidenziando come una modifica della composizione della Commissione Bilancio imporrebbe una rideterminazione di tutti gli equilibri e delle relative presidenze, scatenando forti fibrillazioni tra le forze politiche.
Il rischio concreto e immediato, adesso, è la paralisi dell’attività legislativa. Le frizioni politiche hanno già prodotto, secondo il gruppo, uno slittamento di almeno due settimane della variazione di bilancio. I tempi per l’approvazione della manovra economica si allungano e l’ultimatum di Controcorrente per le prossime scadenze minaccia di bloccare nuovamente l’iter: “Finché non ci sarà la capigruppo e finché un nostro parlamentare e uno della Lega non saranno rappresentati, non consentiremo alla commissione Bilancio di riunirsi”.
Le frizioni nella maggioranza: il caso parallelo della Lega
Nelle ore precedenti alla sospensione del blitz, la protesta aveva innescato un duro botta e risposta politico, facendo emergere un malumore anche all’interno del centrodestra. Il senatore e segretario regionale della Lega in Sicilia, Nino Germanà, era infatti intervenuto sottolineando come anche il suo partito si trovi nella medesima condizione di esclusione dalla Commissione Bilancio, pur censurando la forma scelta dall’opposizione per manifestare.
“Lo abbiamo evidenziato nelle sedi opportune – aveva dichiarato Germanà – ma abbiamo scelto di non occupare commissioni, di non inscenare proteste eclatanti e di non mettere in discussione il rispetto delle istituzioni”, invitando la presidenza a trovare una soluzione istituzionale ed equilibrata senza cadere in contrapposizioni sterili o populismi. Un’analisi che Controcorrente rivendica oggi come conferma della fondatezza della propria battaglia. Con la manovra economica temporaneamente congelata e il rischio di nuovi rinvii, la palla passa adesso alla Presidenza dell’Ars, chiamata a disinnescare lo stallo nella prossima riunione dei capigruppo per evitare il blocco definitivo della Commissione.






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