Una busta con dentro un proiettile calibro 7,65 e una lettera con frasi minatorie è stata recapitata al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Il plico è arrivato alla sede romana del ministero. Sul caso è stata presentata denuncia ai carabinieri.

Cosa conteneva la busta

All’interno del plico gli accertamenti hanno individuato due elementi.

Il primo è un proiettile di calibro 7,65.

Il secondo è un foglio con frasi minatorie rivolte al ministro.

Da dove è partita e cosa chiedeva

La busta è stata spedita da anonimi e il luogo di partenza è Salerno.

Nel testo contenuto nel plico si chiedeva di denunciare presunte irregolarità nel rilascio di diplomi da parte di scuole private della provincia salernitana.

La denuncia ai carabinieri

Dopo il ritrovamento è stata formalizzata la segnalazione alle forze dell’ordine.

La denuncia è stata presentata ai carabinieri, ai quali spettano gli accertamenti sull’origine del plico.

La reazione della presidente del Consiglio

Sul caso è intervenuta Giorgia Meloni con un messaggio diffuso sui propri canali social.

“Esprimo la mia piena solidarietà e quella del Governo al Ministro Giuseppe Valditara per le gravi minacce ricevute. Un proiettile e una lettera minatoria sono vili atti intimidatori che non possono trovare spazio in una democrazia. Confidiamo nel lavoro delle Forze dell’ordine per fare piena luce sull’accaduto e in una condanna netta e unanime da parte di tutte le forze politiche”, ha scritto la premier.

Le presidenze di Senato e Camera

Anche le due cariche istituzionali hanno preso posizione.

“Al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, destinatario di una busta contenente un proiettile e una lettera con frasi minatorie, desidero rivolgere la mia piena e convinta solidarietà, con l’auspicio che gli autori di questo gesto possano essere rapidamente individuati dagli organi competenti”, ha dichiarato il presidente del Senato Ignazio La Russa.

Dalla Camera è arrivato il messaggio di Lorenzo Fontana. “Rivolgo la mia piena solidarietà al ministro Giuseppe Valditara e alla sua famiglia per le gravi minacce ricevute. L’intimidazione e la violenza, in qualunque forma si manifestino, vanno condannate con fermezza. Non può esserci spazio per chi semina odio”.

Il messaggio della ministra dell’Università

Tra le prime reazioni c’è quella di Anna Maria Bernini, titolare del dicastero dell’Università.

“il dissenso è libero la critica legittima l’intimidazione e la violenza non lo saranno mai, la mia solidarietà al ministro Valditara per le gravi minacce ricevute”, ha scritto sui social.

La posizione della Regione Siciliana

Dall’isola è intervenuto il presidente della Regione, Renato Schifani.

“Piena e totale solidarietà, a nome mio e del mio governo, al ministro Giuseppe Valditara. I tentativi di condizionare con la violenza la vita democratica del Paese attraverso le minacce nei confronti di chi è chiamato a responsabilità di governo sono inaccettabili e devono essere respinti in modo unanime e inequivocabile. L’auspicio è che gli autori di questo esecrabile atto siano individuati al più presto e perseguiti in maniera inflessibile. Sono certo che il ministro Valditara andrà avanti nel suo lavoro senza lasciarsi condizionare dai tentativi di intimidazione”, ha dichiarato.

L’appuntamento di Palermo del 14 ottobre

A intervenire è stato anche l’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale, Mimmo Turano.

Nel suo messaggio compare un riferimento a una data già fissata in calendario: “Esprimo la mia più sincera vicinanza e solidarietà al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Confidando che gli autori di questo gravissimo gesto possano essere rapidamente individuati dalle autorità competenti, giunga al ministro l’abbraccio della comunità scolastica siciliana che lo aspetta a Palermo per gli Stati generali della scuola del prossimo 14 ottobre”, ha affermato Turano.