Un primo passo, un riconoscimento di un principio, l’apertura di procedure parzialmente nuove che lasciano sperare in un intervento dell’Europa in casi di calamità naturali e danni legati ai cambiamenti climatici.
Quasi 75 milioni la proposta europea
“I 74,8 milioni proposti dalla Commissione europea sono un primo passo, ma rispetto alla gravità dei danni provocati dal ciclone Harry ci aspettiamo uno sforzo maggiore. La Sicilia ha pagato un prezzo altissimo e ha documentato con precisione l’entità delle conseguenze subite. Confidiamo che, nel prosieguo dell’iter europeo, possano essere utilizzati tutti gli spazi disponibili per rafforzare le risorse destinate all’Italia e alla nostra Isola. Su questo continueremo a far sentire con forza la voce della Sicilia, insieme al governo nazionale” dice il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, commentando la proposta avanzata dalla Commissione europea di destinare all’Italia una quota del Fondo di solidarietà dell’Ue per sostenere la ripresa dai danni provocati dalla tempesta Harry che, nello scorso mese di gennaio, ha colpito Sicilia, Calabria e Sardegna.
Fondi destinati a tre regioni, non solo alla Sicilia
“Da parte della Commissione europea arriva un segnale importante e di concreta attenzione verso i territori colpiti dal ciclone Harry, anche a seguito della richiesta articolata e puntuale presentata dalla Regione Siciliana – afferma l’assessore regionale al Territorio e all’ambiente, Giusi Savarino –. Come governo regionale abbiamo lavorato alacremente per sostenere chi ha subito danni e mettere cittadini e imprese nelle condizioni di ripartire. Sappiamo di avere il sostegno concreto del governo nazionale. Abbiamo, però, anche la consapevolezza di alcune criticità burocratiche emerse e quanto sia necessario investire nella prevenzione, mettendo in campo azioni concrete per affrontare i cambiamenti climatici e ridurre l’impatto degli eventi meteorologici estremi, come le opere a tutela delle coste. Su questo bisogna concentrare risorse, come sulla manutenzione del territorio, sulla sicurezza, sulla prevenzione del dissesto e su investimenti capaci di rendere le nostre comunità più sicure”.






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