Ci sono storie che parlano di una scuola inclusiva anche al di fuori della stessa scuola, quando quest’ultima non solo forma e fa crescere culturalmente e umanamente i propri studenti, ma offre anche concrete e tangibili opportunità di inserimento pressoché immediato nella società dei “grandi” o, ancora meglio, in “grandi” società.
Una di queste è la storia di Benedetto Failla, Maria Scolaro, Ionela Ilioi, Salvatore Trifirò, Carmelo Genovese e Carmelo Romeo, sette ragazzi che hanno frequentato l’indirizzo di Trasporti e Logistica Conduzione del Mezzo Aereo dell’I.T.T. “E. Majorana” di Milazzo.
Maria e Ionela hanno conseguito il diploma lo scorso anno e dal 31 agosto di quest’anno sono stati assunti con contratto a tempo indeterminato da una prestigiosa società – con sede a Malta – che opera nel settore della manutenzione di aeromobili di linea. Benedetto, diplomato nel 2023, si unirà a loro nel mese di ottobre.
Ci sono storie che, a volte, assumono le sfumature di una favola ed è questo il caso di Giovanni, Salvatore, Carmelo G. e Carmelo R.
Anch’essi dallo scorso 31 agosto sono dipendenti della stessa società. A differenza dei primi, loro il diploma lo hanno conseguito solo lo scorso luglio, ovvero meno di due mesi fa e hanno preso parte al recruiting day quando ancora frequentavano l’ultimo anno di scuola.
Sono queste le storie che parlano di una scuola che non si fonda su slogan e che non perde di vista il proprio obiettivo principale: formare cittadini del domani pronti ad essere inclusi a pieno titolo nella società e nel mondo del lavoro.
È una scuola fatta di concretezza, basata sull’effettiva continuità verticale della formazione, che si costruisce negli anni attraverso un rapporto continuo, ragionato e programmato con università, ITS ed aziende, una scuola che, in estrema sintesi, potremmo definire “scuola delle opportunità”.
Non a caso il percorso che ha condotto i nostri ragazzi a vivere una così importante esperienza lavorativa è iniziato con un progetto di Formazione Scuola Lavoro, il “CFD Design and Testing of an Ultralight Aircraft”, che nell’a.s. 2024/25, per iniziativa dei docenti del gruppo di progettazione dell’indirizzo Aeronautico, ha consentito agli alunni del secondo biennio e del quinto anno di Trasporti e Logistica Conduzione del Mezzo Aereo del Majorana di prendere parte a incontri formativi di alto livello presso l’Institute of Aerospace Technologies dell’Università di Malta.
Nell’ambito delle attività svolte durante lo stage sono nati i primi contatti con la società maltese, con la quale si è instaurato un fruttuoso rapporto di collaborazione che ha portato alla stesura di un Protocollo di Intesa tra l’istituto mamertino e la multinazionale e all’organizzazione di un “Recruiting day”, all’interno dei locali della scuola, che si è svolto nello scorso mese di gennaio.
In quell’occasione un gruppo di studenti ed ex studenti dell’indirizzo Aeronautico ha sostenuto un colloquio, in lingua inglese, con i responsabili delle risorse umane e tecnici esperti dell’azienda, in seguito al quale sono state formalizzate le proposte di assunzione.
“L’ingresso di questi neodiplomati – commenta il Dirigente Scolastico, prof. Bruno Lorenzo Castrovinci – in una realtà di così alto profilo non rappresenta solo un importante traguardo personale, ma dimostra il valore di un percorso scolastico capace di fornire competenze concrete e spendibili nel mondo del lavoro. A questi giovani va l’augurio che questo primo passo sia l’inizio di una carriera ricca di soddisfazioni e crescita professionale, a testimonianza di come l’impegno e la preparazione costruiti tra i banchi di scuola costituiscano le fondamenta per le sfide di domani.”
Una favola a lieto fine, quindi, che stavolta, fortunatamente, non finisce. Molti ancora i nomi di studenti “in lizza”, ovvero ritenuti idonei al colloquio ed inseriti nel database della società per future assunzioni; tante le idee ed i progetti da portare avanti, alcuni dei quali già ben delineati all’interno del protocollo d’intesa siglato e tante nuove storie da scrivere che racconteranno altre storie.
Così tante che speriamo di non doverle più raccontare, perché saranno diventate così ordinarie da non far più notizia.
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