Non solo carburanti ma il caro vita sta portando le famiglie siciliane al collasso. “L’aumento del costo della vita continua a pesare sulle famiglie siciliane, colpendo con maggiore durezza chi vive di stipendi bassi, pensioni e lavori precari. È un’emergenza che non può essere affrontata con misure frammentarie. Assurdo che nella manovra in discussione all’Ars ci sia nulla per colmare questo vuoto, prepareremo noi un emendamento in tal senso” afferma la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Stefania Campo, commentando i dati sull’inflazione che, secondo le rilevazioni Istat riprese dalla stampa, a Palermo hanno toccato quasi il 4% su base annua, un valore superiore alla media nazionale.
Carburanti, gas, energia e generi di prima necessità
“Costo carburanti, gas, acqua ed energia – dice Campo – stanno schizzando in maniera impressionante, trasferendosi sul carrello della spesa e costringendo ogni mese le famiglie a tagliare acquisti necessari e perfino visite mediche. Lavorare non basta più a proteggersi dalla povertà. In queste condizioni l’abolizione del reddito di cittadinanza ha lasciato senza una rete di protezione migliaia di persone. Si è scelto di cancellare uno strumento perfettibile, invece di correggerlo e renderlo più efficace”.
Mettere risorse in manovra per questa emergenza
“Nelle prossime settimane – continua la deputata – l’Assemblea regionale sarà chiamata a esaminare una variazione di bilancio che mette a disposizione circa 640 milioni di euro di nuova spesa soltanto per il 2026. Ci sono circa 200 milioni accantonati sui quali Schifani attende ancora un accordo con i partiti della maggioranza e un altro centinaio di milioni destinato agli interventi nei collegi dei singoli deputati, che confluiranno nei FIT, ovvero le “mancette” che sarebbero dovute scomparire e che invece hanno solo cambiato nome. Eppure, davanti a una disponibilità finanziaria di queste dimensioni, non emerge una risposta proporzionata all’impoverimento delle famiglie siciliane. Perché non utilizzare una parte consistente di queste risorse per costruire una vera rete regionale di protezione sociale? Servono aiuti diretti alle famiglie con i redditi più bassi, un rafforzamento delle misure di inclusione, sostegni contro il caro-energia e il caro-carburanti, interventi per chi non riesce più a sostenere le spese essenziali. Non parliamo di assistenzialismo, ma della necessità di impedire che migliaia e migliaia di famiglie scivolino ancora più in basso”.






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