Il leader di Azione Carlo Calenda ha parlato a margine della presentazione del suo libro “Difendere la libertà” a Siracusa, toccando i temi caldi dell’agenda politica: dal nucleare al rapporto con Meloni, dalle elezioni anticipate allo scontro a distanza con Matteo Salvini sulla minaccia russa.
La politica estera
Il filo conduttore dell’intervento è la collocazione dell’Italia nello scenario internazionale. “Russia, Stati Uniti, Cina: c’è spazio per l’Europa, anzi per gli Stati Uniti d’Europa”, dice Calenda. “Siamo in un momento della storia dove o l’Europa si costruisce come grande potenza federale, oppure verrà smembrata e diventerà una sorta di colonia”. Per il leader di Azione la posta in gioco riguarda direttamente le tasche degli italiani: “L’Italia da sola, senza l’Europa, non avrebbe la possibilità di pagare le pensioni, di emettere debito pubblico, di esportare, perché ci sarebbero confini e dazi. Viviamo in un mondo di dazi, e saremmo in una condizione di rischio mortale”.
Il nucleare
Sul nucleare, Calenda incassa volentieri l’apprezzamento arrivato da Giorgia Meloni: “La ringrazio molto, noi abbiamo sostenuto il nucleare, era nel nostro programma, abbiamo fatto la raccolta di firme per la legge. È il normale dialogo che un’opposizione dovrebbe avere con la maggioranza quando una cosa è giusta ed era nel tuo programma: se finisci per non votarla, perdi ogni credibilità”. Ma chiude subito la porta a ogni ipotesi di intesa più ampia con la premier: “Ci distingue una cosa fondamentale: Meloni non è un’europeista, non vuole l’Europa federale, non è dentro il gruppo dei volenterosi che sta costruendo la difesa europea”.
L’attacco a Salvini
Il passaggio più duro della conversazione riguarda Matteo Salvini, dopo che il leader della Lega ha derubricato a “fake news” le notizie su un possibile attacco di droni russi in Europa. “È Salvini che è una fake news”, replica Calenda. “Diceva che darei indietro due Mattarella per mezzo Putin, andava al Cremlino con la faccia di Putin. È una persona che non sa dove sia la dignità di rappresentare una nazione sovrana, e gioisce per la vittoria dell’AfD, che come prima cosa bloccherebbe la possibilità della BCE di comprare debito italiano. Sono scappati di casa che si prostrano ai dittatori vincitori a seconda del momento. Ricordo che Salvini, dopo essere nato e cresciuto sul fatto di uscire dall’euro, ha fatto un governo con Draghi: persone che non hanno nessuna credibilità”. Sul rischio di un’escalation, Calenda cita anche l’episodio di un’agenzia russa che nelle stesse ore aveva pubblicato e poi rimosso un articolo che ipotizzava un attacco alla Lituania: un segnale, per lui, della difficoltà di fare previsioni “in una stagione in cui ogni giorno vediamo rischi giganteschi”.
Il futuro di Italia
Sul fronte locale, alla domanda su un’eventuale candidatura del sindaco di Siracusa Francesco Italia, Calenda non si sbilancia: “Lo deciderà lui, è uno dei fondatori di Azione, il partito è con lui e sarà con lui”. Quanto a elezioni anticipate, il leader di Azione non le esclude ma osserva che uno scenario di crisi internazionale aperta le renderebbe improbabili prima della scadenza naturale della legislatura.
No a sistema ultra-bipolare
Guardando al quadro politico nazionale, Calenda non crede in un sistema ultra-bipolare: “Ci sarà Vannacci, il centrodestra non prenderà il 42%. E sulla sinistra stanno accadendo cose inenarrabili con queste primarie: o Giuseppe Conte sarà il candidato presidente del Consiglio, o il Movimento 5 Stelle non sarà in coalizione. E se Conte è candidato premier, non arrivano al 42%, perché un pezzo del PD non lo voterà mai”. Da qui la sua previsione: “Le prossime elezioni saranno elezioni proporzionali, ed è quello che serve al Paese per scomporre il bipolarismo e allontanare gli estremi”.
Porte non chiuse al Pd ma sì al M55
Sui possibili alleati, Calenda non chiude al Partito Democratico di Elly Schlein: “Non dico mai con il PD, come non direi mai con Forza Italia di Tajani: ci mancherebbe, sono partiti con cui governiamo insieme anche in Europa. Non so però qual è il programma di Elly Schlein”. Muro invece sul Movimento 5 Stelle: “Non mandiamo al governo chi ha distrutto le finanze pubbliche per generazioni. Siamo nati quando il PD, tradendo le promesse fatte agli elettori, ha fatto il governo Conte II: a quel punto abbiamo detto basta a questo grado di trasformismo”.
Infine, sulle voci di un possibile riavvicinamento a Meloni dopo le convergenze su nucleare e migranti, Calenda smentisce: “Non ragioniamo mai con un pregiudizio ideologico, tranne quando ci troviamo davanti a fascisti conclamati come Vannacci. Sono d’accordo con Meloni sul nucleare come sono d’accordo con il centrosinistra sul salario minimo, che ho portato avanti come battaglia. Ma con Meloni restano differenze di fondo sull’idea di Europa”.






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