Salgono i toni dello scontro sul piano paesaggistico della provincia di Palermo varato, con decreto, dall’assessorato ai Beni Culturali e da subito al centro di distinguo da parte dei sindaci e, a seguire, anche da parte di deputati e altri assessori della maggioranza.
Scarpinato prova a spegnere la polemica e aprire al dialogo
“Il Governo regionale ha dimostrato fin dall’inizio la massima disponibilità all’ascolto, lavorando per andare incontro alle legittime istanze rappresentate dai territori. Abbiamo promosso tavoli tecnici e politici e creato occasioni concrete di confronto con i Comuni, i sindaci e i tecnici, con l’obiettivo di analizzare e affrontare insieme il percorso di attuazione del nuovo Piano paesaggistico della Città metropolitana di Palermo” dice oggi, in piena domenica, l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, intervenendo sul percorso relativo alla pianificazione paesaggistica della provincia di Palermo.
“I sindaci sono i primi conoscitori dei territori e le preoccupazioni degli amministratori locali, delle comunità e del mondo produttivo meritano risposte concrete e un ascolto attento. Tutela del paesaggio e sviluppo economico, attrazione degli investimenti, opportunità per le imprese e creazione di posti di lavoro non sono concetti necessariamente antagonisti, ma obiettivi che devono essere contemperati all’interno di un percorso condiviso e rispettoso delle regole”.
Confronto con i territori mai mancato
L’assessore Scarpinato, però, sottolinea come il confronto con i territori abbia accompagnato l’intero iter di elaborazione del Piano. “Ci troviamo in un momento prezioso e di fondamentale importanza, nel quale le amministrazioni locali e gli altri soggetti interessati possono presentare le proprie osservazioni propedeutiche all’approvazione definitiva. Questa è, per sua natura, la fase del dialogo, della partecipazione e della condivisione istituzionale”.
“È questa la sede legale e tecnica nella quale potranno essere approfondite le singole situazioni. Sulle aree destinate agli insediamenti produttivi e commerciali, sulle Zone C e D, sui progetti connessi alla ZES Unica, sugli impianti di energia rinnovabile e sulle infrastrutture sarà condotta un’istruttoria approfondita, puntuale e attenta alle specificità territoriali”.
Supporto tecnico e chiarimenti da assessorato e soprintendenza
L’assessore conferma inoltre la disponibilità dell’assessorato, delle Soprintendenze e dell’Osservatorio regionale a fornire supporto tecnico e chiarimenti alle amministrazioni locali durante l’intero procedimento.
“Continueremo a valutare con grande attenzione, nell’ambito degli strumenti previsti dalla legge, tutte le osservazioni e le legittime istanze che saranno rappresentate dai Comuni, dalle categorie produttive e dai soggetti interessati. Vogliamo che il confronto sia concreto e che ogni questione possa essere esaminata nel merito”.
Particolare attenzione sarà riservata anche ai tempi dell’istruttoria e alla necessità di evitare rallentamenti amministrativi.
“Stiamo lavorando a un modello organizzativo efficiente, attraverso un meccanismo di doppio binario e una Task Force regionale dedicata, con l’obiettivo di esaminare le osservazioni in tempi rapidi”, ha proseguito l’assessore.
“Non esiste antitesi tra sviluppo economico e salvaguardia del paesaggio, la Regione continuerà a lavorare affinché tutela, crescita e valorizzazione del territorio possano procedere insieme”, ha concluso Scarpinato.
Figuccia a muso duro: “L’assessore non ha capito che deve ritirare il decreto”
Ma le parole di Scarpinato non vengono accolte come foriere di pace e confronto. Dopo giorni di comunicati e prese di posizione, la vicenda del Piano paesaggistico della provincia di Palermo porta, adesso, allo scontro politico tra Vincenzo Figuccia e l’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato. Figuccia, al contrario, entra a gamba tesa e va giù duro e senza giri di parole: “Forse l’assessore Scarpinato non ha ben compreso l’impatto devastante dello strumento predisposto dal suo Assessorato e dal Dipartimento dei Beni culturali. Non bastano tavoli tecnici, task force o generiche aperture al dialogo: occorre ritirare il decreto”.
Si rischia di bloccare lo sviluppo di intere comunità
“In questo modo – prosegue Figuccia – si rischia di bloccare lo sviluppo di intere comunità e di compromettere gli investimenti già sostenuti da famiglie e imprese in settori fondamentali, dal turismo all’agricoltura, dall’edilizia alle infrastrutture. Si stanno imponendo nuovi vincoli su aree che, fino a pochi mesi fa, erano considerate edificabili dagli strumenti urbanistici e sulle quali cittadini e operatori economici avevano costruito legittimamente progetti e aspettative”.
Figuccia conclude con un messaggio netto rivolto all’assessore
“Forse non ci siamo capiti: il Piano va ritirato. Non è sufficiente promettere che le osservazioni saranno esaminate più velocemente. Bisogna fermare un provvedimento che rischia di produrre danni economici e sociali gravissimi. Lo spiegheremo all’assessore nelle sedi istituzionali opportune, insieme ai sindaci, ai professionisti, alle imprese e ai cittadini dei territori coinvolti”.
Schifani convoca tutti a Palazzo d’Orleans
La Presidenza della Regione precisa che già venerdì scorso il presidente Renato Schifani ha convocato per domani pomeriggio una riunione a Palazzo d’Orléans sul piano paesaggistico della provincia di Palermo. Sono stati invitati l’assessore regionale ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato, il dirigente generale del dipartimento Mario La Rocca e il capo dell’Ufficio legislativo e legale della Regione Giovanni Bologna.
Il presidente intende seguire personalmente una questione che riguarda il futuro della provincia, tenendo insieme la tutela del paesaggio e le esigenze dei cittadini e delle attività economiche.






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