E’ durata solo poche ore la riapertura dell’aeroporto di Catania Fontanarossa stabilita ieri nel tardo pomeriggio grazie alla diminuzione della cenere vulcanica e all’abbassamento dello stato di allerta da rosso ad arancione.
Questa mattina nuova intensificazione del rilascio di cenere vulcanica dell’aria dal vulcano e livello di allerta che torna rosso con conseguente nuova chiusura dello spazio aereo.
SAC, la società di gestione dell’aeroporto di Catania comunica che, a causa dell’emissione di cenere vulcanica in atmosfera e l’attuale direzione dei venti prevalenti, è stato disposta la chiusura degli spazi corrispondenti al settore B3. Sono sospese tutte le attività di volo in arrivo e partenza fino alle 15:00 ora locale di oggi 29 settembre.
L’avviso ai passeggeri
SAC invita anche adesso che le operazioni sono state ripristinate i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia aerea prima di recarsi in aeroporto.
L’appello alla politica
E nel pieno della terza crisi di questi mesi parte un appello dalla politica alla politica: “Non possiamo impedire all’Etna di eruttare, ma possiamo organizzare per tempo la risposta ai disagi. Quando Fontanarossa è costretto a fermarsi, i passeggeri devono sapere dove andare, quale mezzo prendere e a chi rivolgersi. Servono procedure definite, autobus disponibili e informazioni tempestive” dice Ludovico Balsamo, deputato regionale del Mpa e primo firmatario della mozione che chiede al Governo della Regione Siciliana l’istituzione di un protocollo permanente per la gestione dei passeggeri e della mobilità alternativa in caso di chiusura o significativa limitazione dell’aeroporto di Catania dovuta alla cenere vulcanica.
“La proposta nasce da un’esigenza concreta: superare gli interventi organizzati di volta in volta e costruire una rete pronta ad attivarsi. Occorre individuare preventivamente operatori, mezzi, conducenti e punti di raccolta, stabilendo tempi di intervento e risorse per i servizi straordinari. La tutela della mobilità dei siciliani e l’accoglienza dei visitatori richiedono programmazione”.
La mozione prevede un accordo quadro tra Regione, gestori aeroportuali, AST, Trenitalia e operatori del trasporto pubblico e privato, affiancato da una cabina di coordinamento permanente. Tra le misure proposte figurano navette dedicate verso gli scali alternativi, eventuali collegamenti ferroviari straordinari e un sistema coordinato di informazione che indichi ai viaggiatori il punto di raccolta, il mezzo assegnato e la destinazione.
“Comiso può svolgere un ruolo strategico, insieme a Palermo e Trapani, all’interno di una rete aeroportuale siciliana integrata. I trasferimenti devono essere organizzati sulla base dell’effettiva operatività degli scali e delle indicazioni delle autorità competenti, mantenendo la sicurezza come priorità”, prosegue Balsamo.
Particolare attenzione è riservata alle persone con disabilità o mobilità ridotta, agli anziani, ai minori non accompagnati e alle famiglie con bambini, attraverso procedure dedicate e punti di assistenza e accoglienza temporanea.
“Chiediamo al Governo regionale di rendere strutturale questo sistema e di riferire all’Assemblea sullo stato di attuazione entro sei mesi dall’approvazione della mozione. L’obiettivo è evitare che a ogni emergenza si debba ricominciare da zero. Una Sicilia preparata tutela i cittadini, sostiene il turismo e rende più affidabili i propri collegamenti”, conclude il deputato autonomista.






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