CNA Palermo esprime soddisfazione per la decisione del governo regionale di ritirare la proposta del Piano paesaggistico della Città metropolitana di Palermo. Una scelta che, secondo l’associazione, permette di riaprire il confronto con i territori e affrontare le criticità emerse.

«Accogliamo positivamente il ritiro del Piano – dichiara il presidente di CNA Palermo Domenico Provenzano – e adesso chiediamo di essere invitati al tavolo della concertazione. Abbiamo rapporti quotidiani con le imprese e conosciamo direttamente le difficoltà che affrontano quando devono investire, costruire o semplicemente avviare un’attività. La salvaguardia del territorio è fondamentale, ma deve essere accompagnata dalla possibilità di fare impresa».


«Oggi le aziende pagano già lo scotto di una burocrazia lunga e farraginosa – aggiunge il segretario Pippo Glorioso –. Di cavilli ne abbiamo tanti e non possiamo aggiungerne altri. Secondo le stime disponibili, i ritardi burocratici costano alle imprese siciliane circa 3 miliardi e 800 milioni di euro e in Sicilia per ottenere una concessione edilizia possono essere necessari circa 200 giorni. Per questo chiediamo che il nuovo Piano venga costruito ascoltando chi ogni giorno si confronta con queste procedure».

Per CNA Palermo, dunque, il ritiro rappresenta l’occasione per ripartire dal confronto e arrivare a uno strumento capace di tenere insieme tutela del paesaggio, programmazione urbanistica e sviluppo economico.

«Non siamo contro la tutela del territorio – concludono Provenzano e Glorioso –. Al contrario, vogliamo che sia fatta bene, attraverso regole chiare, tempi certi e un confronto vero con chi vive e lavora nei territori».

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