Una lite in cabina tra i due piloti, uno dei quali armato di coltello, e due uomini feriti: emergono nuovi dettagli sul volo Flydubai da Dubai a Tel Aviv, costretto all’atterraggio d’emergenza a Tabuk, in Arabia Saudita. Il comandante e il primo ufficiale sono stati portati in ospedale. In Israele si fa sempre più strada l’ipotesi di un attacco terroristico, ma l’indagine è ancora in corso e nulla è stato confermato.
Cosa è emerso sulla colluttazione
Secondo due funzionari, sull’aereo è scoppiata una lite tra i due piloti. Un funzionario israeliano ha riferito che uno dei due era armato di coltello. Un video che circola sui social e verificato dall’Associated Press mostra due uomini a terra con ferite, mentre alcune persone prestano soccorso e altre sorvegliano la cabina di pilotaggio. “Stiamo sorvegliando il pilota”, dice una voce in ebraico. In un altro filmato si vedono i passeggeri in preda al panico mentre l’aereo sobbalza.
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— Dario D’Angelo (@dariodangelo91) September 30, 2026
Il comandante e il primo ufficiale sono rimasti feriti e sono stati trasferiti in ospedale, secondo una nota dell’aeroporto di Tabuk ripresa dalla tv saudita Alekhbariya. L’equipaggio è stato interrogato nell’ambito delle indagini, ha riferito un funzionario regionale, senza chiarire se qualcuno sia stato fermato.
Il racconto dei passeggeri e l’agente in incognito
Una passeggera ha raccontato, tramite la madre, di aver sentito qualcuno gridare “aiuto” e di aver percepito l’aereo perdere il controllo, con i passeggeri terrorizzati. Alla fine, ha riferito, due persone che ha descritto come piloti sono riuscite a riprendere il controllo del velivolo, mentre altri tentavano di immobilizzare un aggressore a terra.
Secondo i media israeliani, tra chi ha partecipato a neutralizzare l’aggressore c’era un uomo della sicurezza presente sul volo in incognito, una prassi di routine sui voli di linea israeliani e spesso anche su quelli stranieri diretti verso Israele.
In Israele l’ipotesi dell’attentato
Sul piano delle ipotesi investigative, il quotidiano Yedioth Ahronot riferisce che “in Israele si sta consolidando la convinzione che l’incidente sul volo FlyDubai sia stato un attacco terroristico e che l’intento del copilota fosse quello di far schiantare l’aereo per uccidere passeggeri israeliani”. Lo stesso giornale aggiunge però che “resta tuttavia ancora da chiarire se il copilota (cittadino omanita con doppio passaporto) fosse operativo per conto dell’Iran o avesse ricevuto indicazioni da parte iraniana”.
Si tratta di ricostruzioni non confermate ufficialmente. Un funzionario israeliano ha detto che Israele ritiene possa esserci stato un tentativo di colpire cittadini israeliani, ma che l’indagine è ancora aperta. Il capo del Mossad, Roman Gofman, è in contatto diretto con la controparte saudita: Israele è in attesa dei risultati degli accertamenti sul copilota, che si stanno svolgendo in territorio saudita.
Il contesto
L’episodio, che aveva fatto temere un dirottamento e spinto Israele ad alzare in volo i caccia, arriva in una fase delicata. Il premier Benjamin Netanyahu aveva parlato nei giorni scorsi di minacce alla sicurezza in aumento; il Paese è vicino all’anniversario dell’attacco del 7 ottobre 2023 e a poche settimane da un voto.
L’ufficio di Netanyahu ha fatto sapere che la situazione è sotto controllo e che Israele sta lavorando per riportare a casa i passeggeri. L’Arabia Saudita, che non ha rapporti diplomatici formali con Israele, dal 2022 ha revocato il divieto di sorvolo per i voli israeliani e ha già coordinato in passato atterraggi d’emergenza per passeggeri israeliani.






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