Forte indignazione tra le centinaia di lavoratrici e lavoratori del settore multiservizi, impiegati negli appalti di ausiliariato presso le Aziende Sanitarie Provinciali della Sicilia. 

Ad esprimerla sono le Segreterie Regionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti che, a seguito dell’ultimo tavolo dello scorso 21 settembre presso l’Assessorato alla Salute, registrano un preoccupante stallo nel percorso verso l’internalizzazione del personale. Un’assenza di risposte esaustive aggravata dalla stessa mancanza dell’Assessore al tavolo negoziale, interpretata come un segnale di disattenzione politica verso una vertenza che tocca complessivamente circa 1.800 famiglie.


“Serve che il Governo Regionale dica in via definitiva se c’è o non c’è la volontà politica di voler avviare le procedure selettive volte ad internalizzare il personale in questione – chiedono i segretari generali regionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti, Elisa Camellini, Stefano Spitalieri e Katia Di Cristina – tenuto conto che la Legge di Bilancio 2026 interviene con specifici fondi destinati a processi di internalizzazione di determinate figure professionali, offrendo una condizione favorevole per procedere.”  

Dal monitoraggio dell’Assessorato emerge una forte resistenza da parte delle singole aziende sanitarie che, nella maggior parte dei casi, dichiarano di non necessitare di ulteriore personale se non c’è un intervento sulle piante organiche attuali, sollevano dubbi sull’inquadramento professionale in quanto la figura dell’ausiliario non è più prevista nella classificazione della sanità, non cogliendo, però, il fatto che la maggior parte degli operatori, attualmente in appalto, hanno competenze e preparazione professionale rientranti nelle declaratorie del personale sanitario. Inoltre, sempre le Aziende sanitarie, lamentano la mancanza di risorse finanziarie allo stato attuale. 


“Non accettiamo che si metta in discussione il ruolo strategico di questo personale – spiegano i segretari – parliamo di lavoratrici e lavoratori che da decenni operano in condizioni di persistente precarietà legata agli schiaccianti continui cambi di appalto e contratti penalizzanti, pur svolgendo attività ormai stabilmente integrate e indispensabili per l’organizzazione del Servizio Sanitario Regionale. Le criticità sollevate dalle ASP non possono diventare l’ennesimo alibi per rimandare una soluzione attesa da anni”.

I sindacati ritengono che un processo di internalizzazione con procedure selettive chiare e capaci di valorizzare l’esperienza e le competenze maturate sul campo, possa essere la maniera più seria per non disperdere un patrimonio professionale fondamentale per la sanità siciliana.


“La politica regionale – concludono Camellini, Spitalieri e Di Cristina – è chiamata a decidere se sfruttare gli strumenti normativi attuali per efficientare gli ospedali e dare, al contempo, una risposta sociale decisiva a livello territoriale“.

Per queste ragioni, le Segreterie Regionali hanno indetto un sit-in di protesta per lunedì 5 ottobre, dalle ore 9:00 alle ore 13:00, davanti alla sede della Presidenza della Regione Siciliana a Palermo.

Nel corso della manifestazione, i sindacati chiederanno di essere ricevuti d’urgenza dal Presidente della Regione Siciliana e dall’Assessore Regionale della Salute, con l’obiettivo di conoscere gli orientamenti definitivi del Governo, anche alla luce del quadro normativo disegnato dalla Legge di Bilancio 2026 che vedrà la naturale scadenza al 31 dicembre.

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