La Procura di Palermo chiede l’arresto dell’ex vicepresidente della Regione siciliana per corruzione
Una nuova inchiesta per corruzione scuote la politica siciliana. La Procura di Palermo, guidata da Maurizio de Lucia, ha chiesto l’arresto dell’ex assessore e già vicepresidente della regione Gaetano Armao, ipotizzando i reati di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e per l’esercizio della funzione. L’ambito delle contestazioni riguarda il suo precedente ruolo di presidente dalle CTS per le valutazioni ambientali.

Perquisizioni a Palermo e Roma

La Polizia ha perquisito la sua abitazione e gli studi legali di Palermo e Roma. La richiesta cautelare riguarda complessivamente nove persone, tra cui anche imprenditori e politici.
Le perquisizioni, spiegano i magistrati, servono a evitare la dispersione delle prove dopo la notifica agli indagati dell’invito all’interrogatorio preventivo davanti al gip.
Armao, avvocato amministrativista e docente universitario, ha attraversato diverse stagioni della politica siciliana: da Cuffaro a Cammarata, da Raffaele Lombardo a Musumeci, fino alla presidenza della Commissione tecnica specialistica su indicazioni del governatore Schifani, incarico lasciato ad agosto.

Un procedimento anche a Catania

Per Armao c’è anche un altro procedimento a Catania: è già stato rinviato a giudizio per un’inchiesta sulla gestione della Società degli Interporti Siciliani. Due vicende giudiziarie distinte, mentre adesso sarà il gip a decidere sulla richiesta di arresto.