Altri 3,9 milioni di euro vengono destinati al Reddito di Libertà per il 2026 e serviranno, in via prioritaria, a finanziare le domande già giudicate ammissibili ma rimaste senza copertura in alcune regioni. Il Dipartimento per le Pari Opportunità ha disposto il trasferimento straordinario delle risorse all’INPS, che il 2 ottobre ha aggiornato le disponibilità finanziarie regionali utilizzate per la gestione della misura.

L’intervento riguarda il sostegno destinato alle donne vittime di violenza e interviene dopo che le risorse precedentemente assegnate non erano risultate sufficienti, in alcuni territori, per finanziare tutte le richieste che avevano superato l’istruttoria.

La decisione è arrivata dopo le verifiche effettuate dal Dipartimento per le Pari Opportunità sui dati trasmessi dall’INPS relativi all’andamento della misura. Dall’esame è emerso un fabbisogno superiore alle disponibilità in alcune regioni.

Le domande già ammissibili avranno la priorità

La destinazione dei nuovi fondi viene definita dall’INPS nel messaggio n. 3110 del 2 ottobre 2026. Le risorse aggiuntive saranno utilizzate prioritariamente per accogliere le richieste relative all’annualità 2026 che risultano ammissibili ma non hanno ancora ottenuto il finanziamento per insufficienza delle disponibilità assegnate. L’intervento non modifica quindi i criteri per accedere al Reddito di Libertà. Agisce invece sulla copertura finanziaria delle richieste che hanno già superato la verifica prevista e che erano rimaste in attesa.

Per il 2026 erano stati inizialmente destinati alla misura 16,5 milioni di euro, secondo quanto stabilito dalla circolare INPS n. 44 del 9 aprile 2026. A questa dotazione si aggiunge ora il trasferimento straordinario disposto dal Dipartimento per le Pari Opportunità. L’aggiornamento delle disponibilità regionali deriva dal trasferimento previsto con il decreto del 5 agosto 2026.

Prima i fondi statali, poi le risorse regionali non utilizzate

L’INPS ha stabilito anche l’ordine con cui dovranno essere impiegate le diverse disponibilità finanziarie. La precedenza spetta alle nuove risorse statali. Le eventuali somme regionali già trasferite e ancora inutilizzate potranno concorrere al finanziamento delle domande soltanto dopo l’esaurimento dei fondi statali disponibili.

Il meccanismo permette di utilizzare il trasferimento straordinario per le richieste del 2026 che non avevano trovato copertura, mantenendo successivamente disponibili le risorse regionali residue. La distribuzione non sarà uniforme a prescindere dalle richieste presentate. Il trasferimento arriva infatti dopo la rilevazione di fabbisogni differenti tra i territori e il conseguente aggiornamento delle disponibilità inserite nella procedura utilizzata per gestire il Reddito di Libertà.

Requisiti e modalità per le domande non cambiano

Il nuovo stanziamento non introduce modifiche alle condizioni previste per ottenere il beneficio. Restano valide le disposizioni contenute nella circolare INPS n. 44 del 9 aprile 2026 per quanto riguarda i requisiti di accesso, le modalità di presentazione delle domande, l’istruttoria e l’erogazione. L’arrivo dei 3,9 milioni, dunque, non apre una procedura diversa e non modifica le regole già definite per l’annualità in corso. L’effetto riguarda la disponibilità finanziaria necessaria ad accogliere un numero maggiore di richieste già considerate ammissibili.

Come vengono distribuiti i 3,9 milioni tra le regioni

La ripartizione territoriale delle risorse straordinarie è contenuta nell’Allegato 1 al messaggio INPS n. 3110 del 2 ottobre 2026. È in quel documento che vengono indicate le disponibilità attribuite alle singole regioni dopo il trasferimento disposto dal Dipartimento per le Pari Opportunità. L’aggiornamento consente all’INPS di procedere con il finanziamento delle richieste rimaste sospese per mancanza di fondi, partendo da quelle relative al 2026 prive della necessaria copertura finanziaria. Il provvedimento interviene quindi sul limite economico che aveva impedito di accogliere alcune domande già risultate ammissibili, senza intervenire sui requisiti e sulle procedure stabiliti per ottenere il Reddito di Libertà.