Cinquemila dollari a ogni cittadino adulto americano, ma solo se i repubblicani vinceranno le elezioni di midterm del 2026. È la promessa lanciata oggi da Donald Trump sul suo account ufficiale su X. Il presidente ha legato esplicitamente l’erogazione al risultato elettorale e già questo basta a inquadrare la notizia: non è un pagamento deciso, ma un impegno condizionato alla vittoria del suo partito a Camera e Senato.
Cosa ha scritto Trump
Nel suo messaggio, accompagnato da un video, Trump ha promesso un assegno a tutti gli americani maggiorenni a patto che il suo partito conquisti il Congresso: “Se i repubblicani vinceranno la Camera dei Rappresentanti e il Senato alle elezioni di midterm del 2026, darò 5.000 dollari a tutti i cittadini adulti degli Stati Uniti d’America. Grazie per l’attenzione, e non vedo l’ora di firmare quegli assegni”.
Non è un’idea nuova. Il presidente l’aveva già annunciata il 9 settembre 2026, al congresso midterm del Partito Repubblicano a Dallas, chiamandola “Trump dividend” e collegandola alla vittoria elettorale.
If Republicans win the House of Representatives and the Senate in the 2026 Midterm Elections, I’m going to give all adult citizens in the United States of America, $5,000! Thank you for your attention to this matter, and I look forward to signing those checks! pic.twitter.com/YOkESiUBrc
— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) October 3, 2026
Perché i soldi non sono affatto garantiti
Al di là dell’annuncio, l’erogazione è tutt’altro che certa e dipende da passaggi che vanno ben oltre la volontà del presidente.
Il primo ostacolo è istituzionale: una misura di questa portata richiede l’approvazione del Congresso, perché Trump non può disporre da solo assegni di tale entità. Lo stesso speaker della Camera, Mike Johnson, ha osservato che i dettagli andrebbero definiti in Parlamento.
C’è poi il nodo delle risorse. Il costo stimato dell’operazione è di circa 1.200-1.300 miliardi di dollari, calcolati su una platea di 240-270 milioni di cittadini adulti. Trump e il vicepresidente Vance hanno parlato di finanziarla con i dazi, ma gli introiti doganali raccolti finora sono molto inferiori a quella cifra. Non è la prima promessa del genere: impegni simili, come gli assegni da 2.000 dollari legati ai dazi o il cosiddetto “DOGE dividend“, non si sono mai concretizzati.
Le critiche e le diverse letture
L’annuncio ha aperto un dibattito sulla sua natura. Alcuni giuristi e esponenti democratici hanno parlato di un incentivo elettorale, arrivando a definirlo una sorta di “bustarella” rivolta agli elettori.
Altri osservatori notano, però, che un pagamento generalizzato a tutti i cittadini adulti non rientra facilmente nella definizione penale di corruzione del voto. Resta, in ogni caso, un’operazione fiscale di enormi dimensioni e politicamente molto contestata, il cui destino è legato a un risultato elettorale ancora da scrivere.






Commenta con Facebook