L’assegno unico di ottobre arriva a metà mese per la maggior parte delle famiglie. L’Inps ha fissato gli accrediti per mercoledì 21 e giovedì 22 ottobre, destinati ai nuclei che non hanno registrato variazioni nell’Isee o nella composizione familiare. Chi ha presentato una nuova domanda o modifiche recenti dovrà invece attendere l’ultima settimana del mese. Intanto, dal 2027 sono in arrivo alcune novità sugli importi e sul calcolo dell’Isee.
Le date dei pagamenti di ottobre
Per i beneficiari abituali, cioè chi percepisce già l’assegno senza aver comunicato cambiamenti, l’accredito è previsto nelle giornate del 21 e 22 ottobre.
Diversa è la tempistica per chi ha inoltrato una nuova richiesta o modifiche recenti: in questi casi, così come per le situazioni soggette a conguaglio o ricalcolo, la liquidazione avverrà nell’ultima settimana di ottobre. Per chi percepisce l’Assegno di inclusione, l’importo verrà accreditato sulla carta Adi insieme alla ricarica di fine mese.
Chi ha diritto all’assegno
L’assegno unico ha natura universale ed è destinato a tutte le famiglie con figli a carico, indipendentemente dalla posizione lavorativa dei genitori, dai dipendenti agli autonomi, fino a disoccupati e pensionati.
La misura copre i figli minori a partire dal settimo mese di gravidanza, i maggiorenni fino a 21 anni inseriti in percorsi di studio, tirocinio o formazione, e i figli con disabilità senza limiti d’età. Per accedere occorre essere residenti in Italia, soggetti all’Irpef e in possesso della cittadinanza italiana, europea o di un regolare permesso di soggiorno.
L’importanza di aggiornare la Dsu
Un passaggio da non trascurare riguarda la Dsu, la dichiarazione necessaria per il calcolo dell’Isee. La domanda si presenta una sola volta per via telematica, tramite Spid, Cie, Cns, contact center o patronati, ma richiede l’aggiornamento annuale della Dsu per evitare il ricalcolo dell’importo al minimo.
Proprio sul fronte dei controlli, l’Inps ha annunciato nei mesi scorsi verifiche incrociate sulle dichiarazioni, che possono incidere sull’importo spettante in caso di irregolarità.
Cosa cambia dal 2027
Dal gennaio 2027 sono previste due novità. La prima è un adeguamento degli importi all’inflazione calcolata dall’Istat, pensato per tutelare il potere d’acquisto delle famiglie. La seconda è l’entrata a pieno regime del nuovo Isee specifico per le prestazioni familiari, introdotto dalla legge di Bilancio 2026.
Secondo quanto previsto, la nuova normativa applicherà criteri più favorevoli ai nuclei numerosi, con maggiorazioni più alte nella scala di equivalenza, una franchigia più generosa sulla prima casa e l’esclusione dell’assegno unico stesso dal calcolo del reddito familiare. Si tratta di misure programmate: per gli importi aggiornati e gli scenari di rivalutazione occorrerà attendere i provvedimenti attuativi.






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