“Siamo venuti anche solo per parlare di Chiara proprio perché in questo anno e mezzo di Chiara si è parlato troppo poco”. È il senso dell’intervista che Rita e Giuseppe Poggi, i genitori di Chiara, hanno rilasciato a Verissimo, su Canale 5. Una presa di parola rara, scelta dopo un lungo silenzio, per riportare al centro la figlia uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007 e per raccontare il peso del clamore mediatico cresciuto attorno al caso.

“Di Chiara si è parlato troppo poco”

I genitori hanno spiegato di aver scelto a lungo di non intervenire, lasciando che le cose seguissero il loro corso. Ma il racconto mediatico degli ultimi tempi ha spinto la famiglia a rompere il silenzio.

“La prima inchiesta non ha avuto un circo mediatico. In questo anno e mezzo, cioè tutti i giorni, tutti i giorni, trasmissioni che parlavano di Garlasco, sembrava che in Italia c’era solo Garlasco”, hanno detto. “Noi non abbiamo mai parlato perché era meglio lasciare fare le cose che devono essere fatte e siamo venuti qui anche solo per parlare di Chiara proprio perché in questo anno e mezzo di Chiara si è parlato troppo poco”. Il padre, Giuseppe, ha aggiunto: “Volere o non volere, sei sempre dentro il circo mediatico. In questo anno e mezzo me l’hanno messa in un angolo, senza mai parlare di Chiara”.

Il dolore per il clamore e per il figlio Marco

Nel racconto emerge la sofferenza per come la vicenda ha investito l’intera famiglia, a partire dal figlio Marco. I genitori hanno denunciato il peso di ricostruzioni e insinuazioni comparse sui media, vissute come ferite ulteriori, in particolare quelle rivolte proprio al fratello di Chiara.

“Non tanto per noi, ma tanto anche per Marco”, hanno spiegato, sottolineando quanto tutto questo “non è facile da reggere”. La madre, Rita, ha aggiunto: “Marco forse ha sofferto più di noi, perché in questa vicenda ha sofferto da solo, per lui, ma anche per noi, perché ci vedeva soffrire”.

Un altro motivo di amarezza è stata la diffusione pubblica delle intercettazioni familiari, di fronte a cui i genitori si sono detti “umiliati”. “In casa mia con mia moglie e mio figlio parlo e dico quello che voglio”, ha spiegato il padre. La madre ha aggiunto: “Ci ha dato fastidio che vengano trasmesse in tv e vengano riportate dai giornali. Ma a che pro? Mi chiedo, a che pro?”.

Il ricordo di Chiara e la fiducia nella sentenza

Nel mezzo del dolore, c’è spazio per la memoria della figlia. I genitori hanno ricordato l’ultima immagine di Chiara da viva: “L’ultima volta che abbiamo visto Chiara viva è stato prima di partire per le vacanze di agosto del 2007. Lei non volle partire con noi anche perché si era da poco fidanzata con Alberto. La ricordiamo ancora sul cancello che si salutava con la mano”.

Sul piano giudiziario, la madre ha ribadito la propria posizione, netta: “Per noi vale la sentenza, quello che ci ha detto la sentenza dello Stato italiano, la giustizia italiana: quando ci dirà di qualcos’altro ne prenderemo atto”.

Per il delitto è stato condannato in via definitiva Alberto Stasi, mentre è ancora aperto il procedimento che vede indagato Andrea Sempio. I genitori hanno infine espresso un desiderio semplice: “Noi vorremmo solo che la storia fosse finita. Dopo 19 anni Chiara ha il diritto di riposare in pace”.