Prende sempre più forma la trama dell’inchiesta che tocca tanto i palazzi della politica che dell’imprenditoria siciliana, ruotando attorno alla richiesta di misure cautelari avanzata dalla Procura di Palermo per Gaetano Armao (ex vicepresidente della Regione ed ex presidente della Cts), per il deputato regionale dell’Mpa Giuseppe Geremia Lombardo e per altre figure della burocrazia e dell’impresa isolana.
Accuse respinte attendendo l’interrogatorio preventivo
I due filoni: dalle energie rinnovabili alle cure palliative
Il quadro indiziario raccolto dagli inquirenti descrive una serie di presunti accordi occulti che si dividerebbero in due filoni principali: da una parte il canale energetico e dall’altra la sanità già al centro di altra inchiesta approdata adesso alla fase processuale anche se fortemente depotenziata rispetto alla partenza.
Il canale energetico e il ruolo di Matta
Secondo l’accusa, l’ex assessore all’Economia avrebbe agevolato gli interessi di alcuni gruppi societari nella gestione delle pratiche per le autorizzazioni ambientali. Al centro figurano la Cva spa (colosso valdostano delle rinnovabili che ha incrementato gli investimenti in Sicilia) e la Cva Eos srl (riconducibili agli imprenditori Giuseppe Argirò e Marco Malacarne Gentile), oltre alla Serap Bio Energy srl (legata a Sergio Vella). Il meccanismo si sarebbe basato su contratti di consulenza professionale affidati all’avvocato palermitano Pierluigi Matta, uomo di fiducia di Armao. Per i pm, una maxi-consulenza da 147 mila euro del settembre 2024 sarebbe servita a schermare il successivo passaggio di denaro in contanti ad Armao, garantendo alle aziende un canale preferenziale con i funzionari preposti.
Il canale Sanità del deputato Lombardo
Il deputato dell’Ars Giuseppe Geremia Lombardo (nipote dell’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo), fino a venerdì componente della Commissione Sanità, è invece accusato di aver speso la propria influenza nel settore dell’assistenza integrata per le cure domiciliari e palliative. Agli atti della Squadra Mobile vi sono i resoconti di incontri riservati avvenuti nella sua segreteria politica nel corso del 2023 con gli imprenditori palermitani Luigi Zancla e Mario Lupo. In cambio del sostegno ai loro interessi economici, il politico avrebbe ottenuto l’assunzione di Domenica Spartà, consigliera comunale a Gravina di Catania a lui politicamente vicina (e non indagata).
Pierluigi Matta: il professionista al centro della cerniera burocratica
Nell’impianto della Procura, il legale settantenne Pierluigi Matta viene descritto come l’anello di congiunzione tra l’iniziativa privata e i vertici degli uffici pubblici regionali. Professionista stimato, Matta vanta radici fonde nella storia politica dell’isola: è figlio di Giovanni Matta, esponente della Democrazia Cristiana tra gli anni Sessanta e Settanta, ex segretario di Salvo Lima e deputato alla Camera.
Il legale ha inoltre legami significativi con l’attuale panorama istituzionale, essendo legato da una storica amicizia ad Armao e alla moglie di quest’ultimo, Giusi Bartolozzi, magistrato ed ex capo di Gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Proprio durante il mandato della Bartolozzi a Roma, Matta era stato inserito tra i componenti della commissione per il concorso in magistratura.
I casi nel settore Ambiente e Rifiuti
Prima della vicenda Armao, il settore ha registrato le indagini su Salvo Cocina (capo della Protezione civile e rup dei termovalorizzatori), che attende la decisione del gup sui presunti illeciti nelle discariche Oikos e dovrà affrontare un processo per la discarica di Mazzarrà Sant’Andrea. In precedenza era toccato a Giovanna Picone, nominata al depuratore Ias di Priolo e alla discarica di Timpazzo, colpita da una misura cautelare (poi revocata) per traffico illecito di rifiuti, che ha portato alle sue dimissioni.
Il caso Salvatore Iacolino
Torna a comparire in una inchiesta anche Salvatore Iacolino, anch’egli citato come parola chiave nei decreti dell’inchiesta odierna per presunte pressioni che avrebbe subito dagli imprenditori Zancla e Lupo. L’ex direttore del Dipartimento della Sanità era stato sospeso dal governo prima di rassegnare le dimissioni, interrompendo un incarico di vertice conferito dall’esecutivo.
La rete degli indagati
L’unica certezza, in questa fase, sono gli indagati. Il quadro complessivo dell’inchiesta, adesso al vaglio della magistratura per la valutazione delle misure cautelari, vede iscritte nel registro degli indagati nove persone a cominciare proprio da Gaetano Armao (ex vicepresidente della Regione Siciliana), l’avvocato palermitano Pierluigi Matta e il deputato catanese del MpA Giuseppe Geremia Lombardo sono la punta di iceberg secondo la procura. Poi ci sono gli imprenditori: Giuseppe Argirò e Marco Malacarne Gentile del gruppo Cva; Sergio Vella di Serap Bio Energy; Luigi Zancla e Mario Lupo e, infine, il medico catanese Benedetta Veruska Pierpaola Costanzo






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