Chi guida un’auto o un mezzo a gasolio da oggi, lunedì 5 ottobre, deve fare i conti con una novità: scade lo sconto da 6,1 centesimi al litro sulle accise del diesel. Senza un rinnovo, tornano le aliquote piene, con il rischio di rincari alla pompa. A ricordarlo sono le associazioni dei consumatori. C’è però una buona notizia che va nella direzione opposta: nell’ultima settimana i prezzi dei carburanti sono scesi in tutta Italia, grazie ai tetti applicati dalle compagnie petrolifere. Il governo, intanto, valuta una proroga.

Cosa cambia da oggi

Il taglio sulle accise del gasolio era una misura temporanea, pensata per attutire le oscillazioni dei prezzi. Alla scadenza, in assenza di un provvedimento che lo prolunghi, scatta il ritorno alle aliquote ordinarie.

Secondo quanto riferito, i tecnici dei ministeri competenti stanno valutando un decreto d’urgenza, per prorogare lo sconto o per introdurre un diverso modo di calcolare il prelievo. Se la proroga non arrivasse, i gestori ricalcolerebbero i listini. Al momento, però, si tratta di ipotesi: nessuna decisione è ancora stata presa.

I prezzi intanto sono scesi

Il paradosso è che, proprio mentre si teme un rialzo, alla pompa i prezzi stanno calando. Il merito è dei cosiddetti price cap, i tetti massimi ai prezzi applicati volontariamente dalle principali compagnie.

Secondo le analisi delle associazioni dei consumatori, nell’ultima settimana il prezzo medio della benzina sulla rete ordinaria è sceso di 11 centesimi al litro, pari a un risparmio di 5,5 euro a pieno, mentre il gasolio è calato di 13,3 centesimi, con una minore spesa di 6,65 euro a pieno. Questi ribassi attenuano, almeno per ora, l’effetto di un eventuale ritorno all’accisa piena. Resta però il quadro di fondo: secondo il Codacons, ripreso dal Corriere della Sera, gli italiani pagano ancora il gasolio 52,1 centesimi in più al litro, il 30,2 per cento in più, rispetto al periodo precedente alla guerra in Iran.

Perché in Sicilia il tema pesa di più

Per la Sicilia la questione del prezzo del gasolio non è un dettaglio. Le lunghe distanze, la condizione di insularità e il ruolo del trasporto su gomma per rifornire un territorio vasto rendono il costo del carburante una voce di spesa particolarmente sentita, sia per le famiglie sia per le imprese.

Il gasolio è il carburante del trasporto merci, e un suo aumento si riflette a catena sui costi della logistica e, potenzialmente, sui prezzi dei beni che arrivano sugli scaffali. Per questo la stabilità dei listini è considerata un fattore importante dalle associazioni di categoria.

Cosa succede ora

La partita si decide nelle prossime ore. Se il governo firmerà la proroga, lo sconto resterà in vigore; in caso contrario, scatterà il ritorno all’aliquota piena, con i prezzi che però continueranno a risentire anche dell’effetto dei tetti volontari delle compagnie.

Nel frattempo, il monitoraggio dei prezzi medi resta attivo per prevenire eventuali speculazioni, e il consiglio pratico per gli automobilisti è lo stesso di sempre: confrontare i prezzi dei distributori, che in questa fase possono variare in modo sensibile da un impianto all’altro.