Il 2027 si preannuncia come l’anno dei grandi nodi elettorali per la Sicilia, tra il rinnovo dell’Assemblea Regionale Siciliana e le sfide per le principali amministrazioni comunali. Ma c’è un altro potere, altrettanto strategico per il futuro dell’isola, che ha deciso di non aspettare la scadenza naturale del calendario. All’Università degli Studi di Palermo la campagna elettorale per la successione al rettorato è ufficialmente cominciata, con oltre un anno di anticipo rispetto alla scadenza del mandato di Massimo Midiri, fissata per l’ottobre del 2027.

Una partenza bruciante che trasforma i corridoi di viale delle Scienze in un laboratorio politico in pieno fermento, dove le storiche diplomazie accademiche sono state costrette a uscire allo scoperto ben prima del previsto.

Le due mosse che hanno acceso la miccia

A rompere gli indugi, nei giorni scorsi, è stata la professoressa Valeria Militello, ordinaria di Fisica Applicata, che attraverso una lettera aperta ha formalizzato la propria disponibilità a candidarsi alla massima carica. Una mossa d’anticipo che ha l’obiettivo dichiarato di costruire un programma partecipato dal basso, ma che politicamente ha costretto l’intero scacchiere universitario a reagire.

La risposta della governance uscente non si è fatta attendere e si è palesata attraverso un “passo di lato” altamente strategico: le dimissioni volontarie del Prorettore Vicario, Enrico Napoli. Una scelta dettata dal fair play istituzionale, finalizzata a liberare l’ordinario di Idraulica dagli impegni amministrativi quotidiani per consentirgli di tessere le reti di una candidatura che si preannuncia nel segno della continuità e della stabilità gestione.

Perché si corre con un anno di anticipo?

Chi conosce le dinamiche dello Steri sa che guidare un Ateneo con oltre 40 mila studenti e migliaia di dipendenti tra docenti e personale tecnico-amministrativo richiede una macchina del consenso complessa. Muoversi oggi, nell’autunno del 2026, risponde a precise necessità strategiche:

  • Il post-PNRR e le riforme ministeriali: Il sistema universitario italiano sta affrontando una contrazione delle risorse pubbliche (FFO) e l’imminente fine dei fondi straordinari del PNRR. Chi si candida a governare UniPa fino al 2033 deve presentare un progetto solido e credibile per tempo.
  • La fine dei dualismi storici: Con una candidatura femminile ed estranea ai blocchi storici (Militello) e una figura tecnica di forte peso nell’area ingegneristica (Napoli), i vecchi equilibri geopolitici basati sull’alternanza sistematica tra Medicina e Ingegneria sono messi a dura prova. Serve tempo per negoziare le nuove alleanze.

Verso un anno di confronto democratico

La lunghissima transizione verso l’ottobre 2027 non sarà dunque una marcia burocratica, ma un confronto democratico intenso. Se da un lato la candidatura di rottura della Militello impone il tema del rinnovamento metodologico e di una guida al femminile, dall’altro la probabile discesa in campo di Napoli mette sul tavolo la garanzia dell’esperienza e della tenuta dei bilanci.

La febbre elettorale palermitana non abita più solo nei partiti politici. La partita a scacchi per il futuro della prima industria culturale della Sicilia occidentale è ufficialmente iniziata.