Sull’Etna si può salire da soli fino a una certa quota, ma per raggiungere la parte alta del vulcano serve una guida abilitata, e quando l’attività eruttiva aumenta l’accesso viene chiuso del tutto. Le regole dipendono da due perimetri fissati dalla Regione Siciliana, la Zona Sommitale e la Zona a Pericolosità Permanente, e da tre fasi operative che la Protezione civile attiva in base ai dati dell’INGV. Chi vuole visitare il vulcano deve sapere in quale zona si trova e in quale fase è l’Etna quel giorno.
Quali sono le zone a rischio dell’Etna?
Il Dipartimento regionale della Protezione civile ha aggiornato ad agosto 2026 la perimetrazione delle due aree.
- Zona Sommitale (ZS): comprende i crateri sommitali, l’alta Valle del Bove fino a circa 1.700 metri e, indicativamente, le aree oltre i 2.500 metri sui versanti sud, ovest e nord. Può estendersi a quote più basse vicino a colate laviche o bocche eruttive attive;
- Zona a Pericolosità Permanente (ZPP): è l’area interna alla ZS attorno ai crateri sommitali, pericolosa a prescindere dallo stato del vulcano. La sua fruizione è sempre soggetta a regole di sicurezza specifiche.
In pratica: la ZPP è il cuore della ZS e le restrizioni crescono man mano che ci si avvicina ai crateri.
Quando scattano i divieti?
La Protezione civile regionale dichiara le fasi operative sulla base delle allerte del sistema EtnaS dell’INGV Osservatorio Etneo, che distingue tre livelli: F0 (nessuna allerta o bassa probabilità di fontane di lava), F1 (alta probabilità) e F2 (probabilità altissima o fontane in corso). A ciascun livello corrisponde una fase, con effetti diversi sull’accesso.
- Attenzione (F0): si può salire, ma nella ZPP solo con guida;
- Preallarme (F1): la ZPP viene interdetta a chiunque; le guide sospendono le ascese e riportano i gruppi fuori dal perimetro;
- Allarme (F2): viene interdetta l’intera Zona Sommitale sopra i 2.500 metri. Guardia di Finanza e Corpo Forestale istituiscono cancelli sui versanti Etna Sud ed Etna Nord: sul versante nord lungo la pista dei crateri verso l’osservatorio, sul versante sud nel piazzale davanti alla stazione della funivia.
Secondo le procedure di allertamento regionali, le comunicazioni passano per e-mail, sms e la piattaforma SicAlert, e i Comuni adottano le ordinanze che disciplinano l’accesso. Chi si trova in un’area interdetta deve allontanarsi subito seguendo i percorsi indicati da autorità e operatori.
Si può salire sull’Etna senza guida?
Sì, fino al limite della Zona Sommitale. Oltre, le ordinanze dei Comuni etnei richiedono l’accompagnamento di guide alpine o vulcanologiche abilitate. L’ordinanza del Comune di Belpasso dell’agosto 2026, valida fino a nuovo provvedimento, fissa le condizioni per la fase di attenzione: nella ZPP si entra solo con guida, lungo un tracciato concordato con il Collegio delle guide, con al massimo 10 escursionisti per guida, partenze a intervalli di 15 minuti e un tetto di 300 persone al giorno. Vanno inoltre tenuti almeno 300 metri in linea d’aria dalla base del Cratere di Sud-Est e 50 metri dai bordi delle colate attive.
Le ordinanze cambiano a ogni variazione dell’attività: quella di Bronte del 14 agosto 2026, per esempio, ha sospeso tutte le escursioni nella ZPP dopo l’attivazione del preallarme, con deferimento all’autorità giudiziaria per i trasgressori. Prima di partire conviene controllare l’ordinanza in vigore nel Comune da cui si sale, pubblicata sul sito del Parco dell’Etna nella sezione dedicata.
Etna Sud o Etna Nord: quale scegliere?
I due versanti principali hanno punti di partenza e servizi diversi. Etna Sud fa capo al Rifugio Sapienza, nel territorio di Nicolosi, da cui parte la funivia; Etna Nord a Piano Provenzana, nel territorio di Linguaglossa. Su entrambi i versanti i cancelli di interdizione vengono attivati nelle fasi di allerta, quindi la scelta dipende da dove si alloggia e dal tipo di escursione, non dalle regole, che valgono allo stesso modo. Orari di funivia e mezzi fuoristrada vanno verificati sui siti dei gestori.
Cosa portare per un’escursione sull’Etna?
Il vulcano ha un clima di montagna: anche d’estate in quota la temperatura scende di molto e il vento è frequente. Servono scarponi da trekking, giacca antivento, strati caldi, cappello, occhiali da sole, crema solare, acqua e cibo. Utile una torcia frontale per le escursioni al tramonto. Il telefono va tenuto carico: in caso di emergenza il numero verde della Sala operativa regionale della Protezione civile è 800 40 40 40.
Domande frequenti
Fino a che quota si può salire sull’Etna da soli?
Indicativamente fino a 2.500 metri sui versanti sud, ovest e nord, cioè fino al limite della Zona Sommitale definita dalla Protezione civile regionale. Oltre serve una guida alpina o vulcanologica abilitata, e nelle fasi di preallarme e allarme l’accesso viene chiuso del tutto.
Chi decide se l’Etna è chiuso?
Il Dipartimento regionale della Protezione civile dichiara le fasi operative sulla base delle allerte del sistema EtnaS dell’INGV. I Comuni etnei adottano le ordinanze che disciplinano gli accessi, mentre Guardia di Finanza e Corpo Forestale presidiano i cancelli nella fase di allarme.
Cosa significa fase F1 o F2 sull’Etna?
Sono i livelli di allerta del sistema EtnaS dell’INGV per le fontane di lava: F1 indica un’alta probabilità di fontane imminenti, F2 una probabilità altissima o fontane già in corso. Con F1 viene interdetta la Zona a Pericolosità Permanente, con F2 l’intera Zona Sommitale sopra i 2.500 metri.
Quante persone può accompagnare una guida sull’Etna?
Secondo l’ordinanza del Comune di Belpasso dell’agosto 2026, al massimo dieci escursionisti per guida, con gruppi che partono a intervalli di quindici minuti e un limite di trecento persone al giorno nella Zona a Pericolosità Permanente. Altri Comuni possono stabilire regole diverse con le proprie ordinanze.






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