Presto si conosceranno le decisioni del gip in merito alle richieste della procura di Palermo sulla nuova inchiesta su presunte mazzette e corruzioni alla Regione. Oggi iniziano gli interrogatori per gli indagati sospettati di far parte di un comitato occulto composto da faccendieri, funzionari, intermediari e imprenditori con la presunta regia dell’ex vicepresidente della Regione Gaetano Armao e dell’avvocato Pierluigi Matta.
Chi viene ascoltato oggi
Oggi davanti al gip Giuseppa Zampino, chiamata a pronunciarsi sulle misure cautelari per corruzione avanzate dalla procura, compariranno Giuseppe Argirò, nato a Ventimiglia (in Liguria), ex amministratore delegato di Cva (Compagnia Valdostana delle Acque), la catanese Pierpaola Veruska Benedetta Costanzo, Mario Lupo, ex presidente della Samot, già condannato a sei anni in primo grado in un’inchiesta per tangenti, Marco Gentile Malacarne, nato ad Aosta nel 1979, amministratore delegato di Cva Eos, e l’agrigentino Sergio Vella, rappresentante della azienda Seap Bio Energy.
Il giudice sarà chiamato a decidere che tipo di provvedimento adottare, se confermare la richiesta di arresti domiciliari avanzata dai pm. Domani toccherà a Gaetano Armao e Pierluigi Matta, entrambi avvocati e professori universitari per i quali sono stati chiesti gli arresti in carcere, al deputato all’Ars di Mpa Giuseppe Geremia Lombardo, nipote dell’ex governatore Raffaele Lombardo, e a Luigi Zancla della Samo (per tutti e due sono stati invocati i domiciliari).
Gli atti dell’inchiesta
Agli atti dell’inchiesta ci sono centinaia di intercettazioni e videoriprese in cui sono immortalati scambi di bustarelle, colloqui per indirizzare il buon esito delle pratiche dei permessi ambientali concessi dalla commissione Cts di cui Armao è stato presidente sino allo scorso agosto, manovre relative alle convenzioni milionarie per le cure palliative e l’assistenza domiciliare. Le microspie e le telecamere piazzate dagli investigatori della squadra mobile hanno consentito di scoprire anche il nascondiglio del denaro usato da Armao: l’orologio a pendolo nella stanza del suo studio di via Noto. Per lui e per Matta i magistrati hanno chiesto anche il sequestro di somme per un ammontare complessivo di 147 mila, indicato come il frutto della corruzione. Secondo gli inquirenti, le tangenti sarebbero state mascherate da consulenze professionali con le aziende interessate a ottenere le autorizzazioni dalla Regione.
I magistrati dicono a chiare lettere che l’indagine va avanti senza soste. Perché, sino ad ora, gli accertamenti non hanno ancora “chiarito a quale profondità sia giunta la capacità infiltrativa della rete di faccendieri, imprenditori e pubblici ufficiali intessuta da Armao e Matta, che si alimenta delle infinite entrature del primo presso i plessi più nevralgici dell’amministrazione regionale e della politica”.
Le ricostruzioni degli inquirenti
E proprio il mondo della politica, che Armao conosce bene per via dei suoi trascorsi di governo e della fitta rete di relazioni, negli ultimi giorni è attraversato da pesanti fibrillazioni anche perché l’ex vicepresidente sarebbe andato ben al di là del suo incarico di consulente del governatore Renato Schifani e di componente della commissione Cts incaricata di rilasciare i permessi ambientali, svolgendo di fatto un ruolo di governo con una gestione del potere che ha travalicato i suoi ruoli di esperto indirizzando scelte di competenza dei componenti della giunta di Palazzo d’Orleans o dei vertici dell’amministrazione.
Il sospetto degli inquirenti è che il “comitato occulto si è ripromesso di commettere altri illeciti che l’indagine al momento non ha permesso di ricostruire”. Tra favori, scambi di mazzette in auto e all’università, consulenze fittizie con le aziende per decine di miglia di euro, soldi nascosti nell’orologio a pendolo dello studio di Gaetano Armao e in quello di Matta in piazza Verdi in una intercapedine segreta, riunioni e pranzi nei ristoranti, gli investigatori della squadra mobile e i pm palermitani hanno raccolto una pesante mole di indizi. Sui quali da oggi sarà chiamato a pronunciarsi il gip.






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