Un «Patto generazionale per il Mezzogiorno» per fare in modo che restare al Sud, o tornarci, non sia più una rinuncia. È la proposta che Fabrizio Tantillo, segretario regionale di Forza Italia Giovani Sicilia, ha portato a «60 under 30». È la rassegna che seleziona sessanta giovani della politica italiana e quest’anno si è chiusa venerdì 9 ottobre a Roma, all’Università degli Studi Link.
L’evento e i leader presenti
L’iniziativa, giunta alla quarta edizione, è promossa dall’associazione La Giovane Roma e dal magazine «Politica», con il settimanale L’Espresso come partner. All’incontro i sessanta under 30 si sono confrontati con i leader nazionali. C’erano i due vicepresidenti del Consiglio, Matteo Salvini e Antonio Tajani, la segretaria del Pd Elly Schlein, il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte e i leader Angelo Bonelli, Carlo Calenda, Matteo Renzi e Maurizio Lupi.
Tantillo è un avvocato palermitano. Oltre a guidare i giovani azzurri siciliani, fa parte della Segreteria particolare del Presidente della Regione, presiede il Consiglio Regionale dei Consumatori ed è responsabile dell’organizzazione di Forza Italia in Sicilia. Secondo la nota diffusa dopo l’evento, il riconoscimento arriva dopo alcuni mesi in cui Forza Italia Giovani Sicilia ha strutturato la propria presenza sul territorio e organizzato momenti di formazione e confronto per i giovani.
Il nodo dei laureati che lasciano il Sud
Nel contributo pubblicato da L’Espresso, dove ogni partecipante indica la proposta che ritiene decisiva per il Paese, Tantillo parte da una diagnosi. «Il Mezzogiorno vive una doppia emergenza: il divario territoriale e la crisi demografica». A suo giudizio i due fenomeni sono collegati e colpiscono soprattutto i più giovani. Molti ragazzi non trovano opportunità di lavoro adeguate vicino a casa, le cercano altrove e così il Sud si impoverisce di competenze.
Per sostenere la tesi cita la CGIA di Mestre: tra il 2019 e il 2024 il saldo dei giovani laureati nel Mezzogiorno sarebbe rimasto negativo per oltre 11 mila unità. «È un dato che fotografa il problema: non basta chiedere ai giovani di restare, bisogna creare le condizioni per farlo».
Cosa contiene la proposta

Tra il 2019 e il 2024, secondo i dati CGIA citati da Tantillo, il Mezzogiorno ha perso oltre 11 mila giovani laureati.
Il patto, nelle intenzioni di Tantillo, dovrebbe concentrare risorse e politiche nelle aree colpite dallo spopolamento. Il primo fronte è il lavoro, con sostegni alle imprese che assumono giovani a tempo indeterminato, investono nella formazione e li valorizzano. Il secondo riguarda chi vuole mettersi in proprio, con nuove attività, accesso al credito e investimenti. Restano poi il tema della casa, che pesa sulle scelte dei giovani e delle nuove famiglie, e il rientro di chi ha fatto esperienza fuori dal Sud.
Tantillo chiarisce che l’obiettivo non è trattenere nessuno con la forza. «Non dobbiamo impedire ai giovani di partire. Studiare e lavorare fuori è un’opportunità. Il problema è quando partire diventa l’unica scelta possibile. La sfida è fare in modo che restare o tornare al Sud sia una scelta concreta, non una rinuncia, restituendo ai giovani la libertà di decidere dove costruire il proprio futuro».
L’intervento a Roma
Nella sala romana Tantillo ha legato la proposta al pluralismo del parterre. «Questa sala è piena di sensibilità politiche diverse, ed è la cornice giusta per dire una cosa semplice», ha detto. «Il futuro del Paese non può essere soltanto discusso con i giovani, deve essere costruito insieme a loro».
«Per questo», ha concluso, «oggi il riconoscimento lo dedico a tutte quelle ragazze e a tutti quei ragazzi che ancora credono che cambiare il Paese sia possibile».
Immagine del post generata con l’AI.






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