“Dite le cose come stanno, non certo come le prospetta la Procura”. Lo ha detto prima di entrare al Palazzo di Giustizia di Palermo per l’interrogatorio preventivo davanti al Gip, l’ex vicepresidente della Regione Gaetano Armao, per cui la Procura ha chiesto l’arresto con l’accusa di corruzione.

Prima di lui, sempre per rendere interrogatorio preventivo, erano arrivati il deputato del Mpa Giuseppe Lombardo, l’avvocato Pierluigi Matta e l’ex presidente della Onlus Samo, Luigi Zancla.

Oggi è la seconda tornata di interrogatori nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria sul giro di tangenti in Sicilia, con il coinvolgimento dell’ex vicepresidente della Regione Gaetano Armao e dell’avvocato Pierluigi Matta.

Il deputato dell’Udc  Giuseppe Geremia Lombardo è arrivato per primo in tribunale. Poco prima di entrare ha risposto ai giornalisti: “Risponderemo alle domande del Gip”. Poco dopo l’ingresso di Luigi Zancla della Samo e Matta che ai giornalisti ha confidato: “Sto vivendo un momento doloroso ma sono sereno”.

Zancla Samo, non ha risposto al gip, l’avvocato “verificare le trascrizioni delle intercettazioni”

Si è avvalso della facoltà di non rispondere Luigi Zancla, 82 anni, indagato nell’ambito della inchiesta per corruzione a Palermo. ”Ritengo che sia necessario che venga fatto un approfondimento di indagine perché innanzitutto la Samo è una Onlus, quindi è una società che non ha fini di lucro. Per quanto riguarda la contestazione con l’onorevole Lombardo a me sembra troppo poco che si possa vendere una funzione per l’assunzione per tre mesi con un contratto di una persona”.

A parlare è il legale di Zancla, l’avvocato Sergio Monaco. ”Per quanto riguarda invece la presunta tangente o comunque per il presunto prezzo della corruzione che sarebbe stato fatto all’avvocato Armao – dice – mi sembra che tutto questo sia da verificare alla stregua della trascrizione delle intercettazioni ambientali così come sono state fatte, perché allo Stato abbiamo le trascrizioni fatte dalla polizia giudiziaria e quindi una verifica si impone e poi il rapporto è un rapporto molto complesso perché è un rapporto tra un avvocato e il suo cliente e quindi bisognerà un po’ vedere un suo sviluppo nel termine che il rapporto tra l’avvocato e il cliente è un rapporto sicuramente sano”.

Matta si avvale della facoltà di non rispondere, fa dichiarazione spontanee

Si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha reso dichiarazioni spontanee respingendo ogni accusa e depositato memorie difensive, l’avvocato Pierluigi Matta, comparso davanti al gip di Palermo per rendere interrogatorio preventivo nell’ambito dell’indagine che lo vede coinvolto insieme all’ex vicepresidente della Regione Gaetano Armao con l’accusa di corruzione.

“L’avvocato Matta e Armao si conoscono da 40 anni. Sono colleghi e Matta lo ha assistito in diverse procedure esecutive che lo riguardano, quindi ne conosce l’esposizione debitoria”, ha detto il legale dell’indagato, l’avvocato Giovanni Di Benedetto . Per l’accusa invece Armao, che secondo quanto si apprende dovrebbe seguire la stessa linea non rispondendo al giudice, avrebbe incassato tangenti da una serie di imprenditori in cambio di favori. Le mazzette sarebbero state “mascherate” da compensi liquidati a Matta per consulenze legali in realtà mai effettuate.

Per entrambi i Pm avevano chiesto la custodia cautelare in carcere, ma, avendo Matta compiuto settant’anni, l’istanza è stata modificata in arresti domiciliari. I legali dell’avvocato inoltre hanno contestato la veridicità delle intercettazioni sostenendo che non ci sarebbe corrispondenza tra le trascrizioni e gli audio originali e che la parola “Gaetano” non sarebbe stata pronunciata almeno in due occasioni.