La soluzione tampone doveva svuotare i marciapiedi di Siracusa nella giornata di oggi, martedì 13 ottobre. Per ora ha svuotato soltanto le certezze: in più punti del quartiere di Acradina le montagne di plastica sono dove erano ieri, e le risposte dell’amministrazione sono dove erano ieri, cioè da nessuna parte.
Acradina, i sacchi restano
Un video arrivato in redazione mostra tre punti, tra via Guardi e via Polibio, nella zona alta della città, vicino a viale Zecchino, tra le più popolose di Siracusa. I cumuli non sono stati raccolti. Stessa storia da piazza San Giovanni, a due passi dal Santuario della Madonna delle Lacrime: un residente assicura a BlogSicilia che anche lì la plastica è rimasta al suo posto. Non è l’intera città, ma è la parte di città che oggi guarda i sacchi e aspetta.
Telefoni che squillano
Chiedere spiegazioni, al momento, è un esercizio di pazienza. I telefoni degli uffici comunali che si occupano di rifiuti squillano, come quello dell’assessore, forse perché dall’altra parte c’è chi lavora alla soluzione. Risposte, però, non ne arrivano. Dal Comune trapela soltanto un riserbo misto a imbarazzo.
Cittadini all’oscuro
Il vero buco è un altro: nessuna comunicazione ai cittadini. Quanto anticipato ieri da un funzionario del Comune era un’indiscrezione giornalistica, non una nota ufficiale, e la Risam, la società che gestisce i rifiuti, non ha scritto una riga sulla sua pagina social. Sapeva della raccolta di oggi chi ha letto i giornali, BlogSicilia compreso. Tutti gli altri, no.
Sono gli stessi utenti che la Tari la pagano. Non tutti, certo: in Consiglio comunale, il 23 aprile 2025, durante l’approvazione delle tariffe, l’assessore Coppa stimò “orientativamente” un incassato tra il 62 e il 68 per cento. Ma chi paga un servizio si aspetta almeno un’informazione. E così la domanda finisce nelle case: tenere la plastica dentro o lasciarla accanto ai mastelli? Al momento nessuno risponde.
Uno spiraglio
Qualcosa si muove, ma poco. Un residente della Pizzuta, l’area più signorile della città, con ville di pregio e palazzi di nuova costruzione, ha conferito la plastica al consueto Ccr mobile che il martedì mattina sosta in piazza Cosenza. Una fonte del Comune lascia una porta socchiusa: “Probabilmente, nel pomeriggio si provvederà a fare dell’altra raccolta”. Probabilmente, appunto. Non è una nota, non è un annuncio, non è un orario.
Come siamo arrivati qui
Ieri un funzionario del Comune aveva assicurato che, dopo lo stop ai conferimenti dal 6 ottobre nella piattaforma della Domus Ricycle, la stessa azienda avrebbe trovato un altro deposito nel Ragusano. Intervento una tantum, in attesa di altre soluzioni. Alla radice del blocco c’è la crisi del mercato: la plastica riciclata non conviene più rispetto a quella vergine prodotta in Asia. Sempre ieri, una fonte autorevole di Palazzo Vermexio ammetteva le difficoltà che sarebbero sorte oggi. Previsione puntuale. Intanto la differenziata dei siracusani resta dove l’hanno lasciata loro: tra balconi e marciapiedi, in attesa di qualcuno che spieghi cosa farne






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