La protesta degli agricoltori davanti ai cancelli della raffineria Sonatrach di Augusta accende il confronto politico in provincia di Siracusa. Sul caro carburanti, Giuseppe Carta, deputato di Grande Sicilia, punta su una legge voto all’Ars per sollecitare un intervento nazionale. Carlo Auteri, deputato della Dc, contesta invece la strada dei nuovi passaggi legislativi e chiede risposte immediate da Palermo e Roma. Due approcci differenti davanti alla stessa emergenza, ma anche due posizionamenti che, con le elezioni regionali del 2027 all’orizzonte, assumono un significato politico che va oltre il prezzo del gasolio.
La protesta
La mobilitazione di ieri, con trattori e mezzi agricoli davanti alla raffineria e il blocco della ex Statale 114, ha portato in primo piano il malessere di agricoltori e operatori economici. Il rincaro del carburante pesa su agricoltura, autotrasporto, allevamento e pesca, mettendo sotto pressione attività già alle prese con margini ridotti.
I costi ambientali pagati dalla provincia di Siracusa
Nel Siracusano la questione assume un valore ancora più simbolico. Qui si concentra una parte rilevante della filiera petrolifera italiana: un territorio che contribuisce alla produzione e alla trasformazione dei carburanti senza beneficiare automaticamente di prezzi più bassi, ma sostenendo i costi ambientali e territoriali della presenza industriale. Un paradosso che alimenta la protesta: essere al centro della raffinazione e restare esposti agli stessi rincari che mettono in difficoltà imprese e lavoratori.
Lo scontro sulle strategie
Carta annuncia un disegno di legge voto per contenere il costo dei carburanti nei territori in cui si trasforma il greggio e promuovere una forte defiscalizzazione per agricoltori e autotrasportatori. L’obiettivo è impegnare il Parlamento nazionale, competente per gli interventi prospettati, in una risposta strutturale.
“Il nostro intento è quello di fare una legge voto, tale da stimolare il Parlamento nazionale, che ne ha competenza, a impegnarsi per definire in maniera permanente una iniziativa decisa e duratura contro il caro carburante” afferma Giuseppe Carta
Auteri contesta il percorso. “Non serve un nuovo disegno di legge regionale”, sostiene, “perché le aziende devono fare rifornimento ogni giorno e non possono aspettare mesi”. Da qui la richiesta di convocare urgentemente un tavolo tra il governo siciliano e quello nazionale, con i ministeri competenti, per individuare misure capaci di incidere subito sui costi.
Nella sua nota il deputato della Dc non cita mai direttamente il parlamentare del Mpa-Grande Sicilia, tuttavia, è proprio Carta ad avere annunciato il disegno di legge voto: la coincidenza tra il tema e il riferimento di Auteri ai nuovi passaggi legislativi rende inevitabile leggere le due prese di posizione in relazione tra loro. Più che una replica nominativa, emerge così una critica indiretta al metodo scelto per uscire dalla crisi.
Il terreno comune
Al di là delle polemiche, un punto di convergenza c’è: entrambi riconoscono che il caro carburante è un problema da affrontare e che la risposta deve coinvolgere lo Stato, anche attraverso strumenti fiscali. Nessuno dei due, però, indica ancora nel dettaglio importi, coperture e modalità operative delle misure prospettate.
La distanza riguarda soprattutto il metodo e i tempi. Carta punta sull’iniziativa istituzionale per sollecitare il Parlamento, Auteri sulla necessità di un confronto immediato tra i governi. Una differenza che investe anche la credibilità politica, perché chi protesta chiede risultati concreti e le imprese non possono permettersi di attendere a lungo.
La partita del 2027
Con le elezioni regionali del 2027 all’orizzonte, il caro carburante diventa anche un banco di prova per la capacità dei due deputati di rappresentare le categorie produttive e intercettare le richieste del territorio.
Nella zona industriale, intanto, il conto lo pagano imprese e lavoratori. Per Carta e Auteri, la sfida è dimostrare chi saprà trasformare la protesta in risposte concrete. Perché, con le regionali del 2027 all’orizzonte, sul caro carburante non si misura soltanto la capacità di affrontare un’emergenza, ma anche la credibilità di chi aspira a rappresentare la Sicilia.



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