Le fotografie della sedicente riunione della Direzione Nazionale della Democrazia Cristiana, tenutasi ieri, 12 ottobre, parlano da sole.
Nel corso di questa riunione, l’on. Pace, nella pretesa veste di Segretario Nazionale, avrebbe disposto la rimozione dell’intera classe dirigente nazionale legittimamente in carica.
Una decisione di questa portata, che pretende di azzerare gli organi dirigenti di un partito, avrebbe richiesto il rigoroso rispetto dello Statuto, delle regole di convocazione e delle condizioni necessarie per deliberare.
E invece, guardando queste immagini, sorgono interrogativi inevitabili sulla regolarità della seduta, sul numero dei partecipanti e sulla sussistenza del numero legale. Interrogativi ancora più gravi se si considera che diversi componenti della Direzione Nazionale, tra cui il sottoscritto, non hanno neppure ricevuto la convocazione.
Non si può pretendere di rimuovere un’intera classe dirigente escludendo proprio una parte di coloro che ne fanno legittimamente parte. Non si può invocare la democrazia per poi ignorarne le regole fondamentali.
Quando il confronto diventa scomodo, si tenta di sostituirlo con decisioni unilaterali. Ma la legittimità di un organo non si conquista proclamandosi titolari di una carica, né si acquisisce attraverso deliberazioni la cui regolarità è tutta da verificare.
Anche la presenza dell’ex Presidente del Consiglio Nazionale, Renato Grassi, e le modalità della sua partecipazione meritano i necessari chiarimenti.
La Democrazia Cristiana non appartiene a qualcuno che può disporne a proprio piacimento. Appartiene alla sua storia, ai suoi iscritti e a tutti coloro che ne rispettano le regole.
Per questo chiederemo che ogni aspetto della vicenda venga chiarito nelle sedi competenti e che sia accertata la legittimità delle decisioni assunte.
Le regole statutarie non sono un optional. E nessuno può pensare di cancellarle quando diventano scomode.
On. Salvatore Giuffrida Commissario Regionale della Democrazia Cristiana in Sicilia

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