
Il modello delle partecipate: tra le eccellenze di SISPI e i nodi finanziari
Il sistema delle società in house a Palermo è un’eredità complessa, ma che per la consigliera della Lega rappresenta un modello intrinsecamente valido. Il focus si sposta subito su SISPI, l’azienda informatica del Comune, descritta come una vera e propria best practice nazionale riconosciuta anche all’interno dell’ANCI.
“In un mondo in cui i dati digitali rappresentano un patrimonio dal valore inestimabile, custodirli internamente in una struttura blindata è una scelta vincente. Nemmeno il grave attacco hacker subìto alla fine della scorsa legislatura ha scalfito questo asset: la macchina amministrativa ha fatto tesoro di quell’esperienza, dotandosi di sistemi di protezione avanzati che oggi garantiscono una sicurezza decisamente maggiore.”
Il problema strutturale sorge tuttavia quando le partecipate perdono efficienza, trasformandosi in criticità finanziarie per il bilancio consolidato del Comune. I disavanzi delle aziende gravano direttamente sulle casse comunali, alimentando i timori di un dissesto finanziario che congelerebbe la spesa pubblica. “Il modello in house è geniale,” precisa Figuccia, “il vero nodo è il metodo di gestione. Se le società si trasformano in carrozzoni inefficienti, la colpa non è dello strumento scelto, ma della qualità del controllo e della guida politica.”
L’emergenza rifiuti e il caso RAP: “Differenziata in tutta la città per togliere alibi”
Se SISPI brilla, la gestione dei rifiuti affidata a RAP mostra le fragilità più evidenti, sotto gli occhi di chiunque cammini per le strade di Palermo. Secondo Figuccia, la responsabilità del degrado urbano è duplice, ma la governance deve assumersi la responsabilità di dare un indirizzo univoco.
La differenziata viaggia ancora a macchia di leopardo, un fattore che alimenta le sacche di inciviltà: “Se il confine tra un quartiere virtuoso e uno tradizionale è solo l’attraversamento di una strada, si crea un corto circuito. Estendere la raccolta differenziata a tutta la città, in linea con i parametri europei, toglierebbe definitivamente ogni alibi ai trasgressori.”
La consigliera evoca inoltre la necessità di ripristinare il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini, citando un episodio di cui è stata testimone involontaria, in cui alcuni operatori ecologici gettavano rifiuti differenziati all’interno di un unico compattatore. Per arginare l’illegalità e l’inciviltà, Figuccia annuncia un’importante iniziativa consiliare: “Ho sollecitato in capigruppo l’inserimento del nuovo regolamento sui rifiuti all’ordine del giorno. Questo testo prevede l’istituzione degli ispettori ambientali in sinergia con la SRR provinciale: figure non sanzionatorie in senso stretto, ma con una forte funzione di deterrenza e prossimità sul territorio.”
I ritardi di AMAT e il nodo del Tram
L’altra partecipata pesantemente “bacchettata” dall’Antitrust (AGCM) e dagli uffici del controllo analogo è AMAT. Il trasporto pubblico locale sconta un impianto obsoleto, strutturato su linee scarse e frequenze insufficienti che paralizzano i collegamenti della quinta città d’Italia. A questo si aggiungono fermate fatiscenti e i timori diffusi che il programmato ampliamento delle linee del tram possa far lievitare ulteriormente il deficit aziendale.
Figuccia ironizza sulla scelta dell’azienda di commissionare a una società terza un’indagine quanti-qualitativa sul gradimento degli utenti: “Avrebbero risparmiato preziose risorse economiche intervistando un qualunque cittadino alla fermata: il riscontro sarebbe stato lo stesso, ovvero che si attendono i bus per ore.” Tuttavia, lo sguardo resta orientato al futuro grazie ai recenti segnali di ripresa: l’acquisto di nuovi bus elettrici, il potenziamento delle officine meccaniche e lo sblocco dei concorsi per il nuovo personale lasciano intravedere una via d’uscita.
Politica e burocrazia: uno sblocco necessario per salvare le periferie
Di fronte al rischio che i tempi della burocrazia rallentino lo sviluppo della città rispetto al resto del mondo, l’ex assessore traccia una netta linea di demarcazione tra i ruoli: “Il politico deve dare la visione e lo slancio progettuale; la burocrazia ha il compito tecnico di trovare le soluzioni alternative per realizzare quell’idea, non di opporre sterili rifiuti. Quando il sistema si ingessa, il conto lo pagano i palermitani.”
Questa sinergia diventa vitale nelle aree sensibili della città, come Borgo Nuovo, quartiere inserito nelle tutele del Decreto Caivano. Per Figuccia, le “zone rosse” e i presidi di sicurezza nel centro storico sono utili, ma l’unica vera cura contro la violenza di strada e la marginalità risiede nel rilancio delle politiche giovanili.
“Un ragazzo tolto dalla strada e inserito in contesti sportivi o ricreativi è una vita salvata dalla degenerazione,” conclude la capogruppo della Lega, plaudendo all’inaugurazione del nuovo centro polifunzionale di Borgo Nuovo alla presenza del ministro Locatelli, frutto di un accordo tra lo IACP e l’associazionismo locale. Resta aperta la sfida per la gestione di un secondo grande spazio sottratto all’abusivismo nel quartiere: “L’amministrazione deve mostrare coraggio e capienza. Dieci associazioni hanno risposto alla manifestazione d’interesse: dividere gli ampi spazi disponibili tra più realtà consentirebbe di attivare contemporaneamente corsi di alfabetizzazione informatica per anziani, ripetizioni di inglese per i ragazzi e sportelli di quartiere. È questa la Palermo inclusiva e trasparente per cui continuiamo a batterci.”



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