Un solo tecnico e un solo ispettore per gestire oltre mille richieste di stalli di sosta riservati alle persone con disabilità. È la fotografia specchio dell’emergenza in cui versa l’Ufficio Traffico e Mobilità urbana del Comune di Palermo, denunciata con forza dal vicepresidente vicario del Consiglio comunale, Giuseppe Mancuso. Una paralisi amministrativa che si traduce in lunghissimi tempi d’attesa e che va a colpire direttamente la fascia più fragile della cittadinanza, negando di fatto il diritto alla mobilità autonoma.Mancuso ha inviato una nota ufficiale formale indirizzata al sindaco Roberto Lagalla e ai dirigenti competenti, chiedendo un intervento strutturale e immediato. “Non si può parlare di inclusione — attacca il vicepresidente dell’aula di Sala delle Lapidi — se ai cittadini con disabilità non vengono garantite risposte in tempi certi. È inaccettabile che chi affronta già quotidiani ostacoli debba subire il peso di attese interminabili per un servizio essenziale”.

I numeri del blocco: due persone per mille faldoni

Il fulcro della polemica risiede nell’estrema carenza di organico in cui si trova a operare l’Unità Organizzativa dell’Ufficio Traffico. Affidare l’intera istruttoria di un bacino superiore alle mille istanze a due soli dipendenti (un tecnico e un ispettore) significa, nei fatti, condannare le pratiche all’immobilismo.

“Dietro ogni richiesta — ricorda Mancuso — ci sono cittadini che devono raggiungere il posto di lavoro, sottoporsi a visite mediche, effettuare terapie o svolgere commissioni indispensabili. Ci sono famiglie che si fanno carico di difficoltà organizzative e assistenziali già gravose. Questa non è una semplice pratica amministrativa, ma un servizio che fa la differenza tra l’autonomia e l’isolamento”.

L’affondo: “L’inclusione non sia solo uno slogan”

La critica si sposta poi sul piano politico delle priorità dell’amministrazione comunale. Secondo il consigliere, la retorica su accessibilità e abbattimento delle barriere architettoniche deve tramutarsi in efficienza degli uffici, poiché le colpe dei vuoti in organico non possono essere scaricate sull’utenza. “L’inclusione si misura con i fatti e con la capacità delle istituzioni di rispondere ai bisogni. I diritti non possono attendere all’infinito e la dignità delle persone non può essere subordinata alle carenze organizzative”.

Le richieste sul tavolo del Sindaco

Mancuso ha chiesto formalmente un piano d’azione rapido basato su cinque punti urgenti:

  • Verifica immediata della consistenza dell’arretrato e dei tempi medi di lavorazione.
  • Potenziamento del personale nell’ufficio competente con nuove risorse tecniche e amministrative.
  • Piano straordinario di smaltimento delle istanze pendenti con scadenze verificabili.
  • Certezza dei tempi per l’esame delle nuove domande e trasparenza verso i richiedenti.
  • Monitoraggio costante del servizio per evitare il ripresentarsi dell’emergenza.

“Non voglio alimentare polemiche sterili — conclude il vicepresidente vicario — ma richiamare l’Amministrazione alle proprie responsabilità. Palermo deve dimostrare di saper ascoltare e di garantire servizi accessibili ed efficienti”.