“Chi ha fatto emergere il problema non può diventarne il responsabile. Servono soluzioni rapide e condivise, non capri espiatori”. E’ quanto afferma l’associazione nazionale dirigenti pubblici di Palermo che esprime piena, convinta e incondizionata solidarietà alla
collega Serena Roccaro, dirigente dell’I.C.S. “Publio Virgilio Marone – Tomaselli”, e respinge con fermezza ogni tentativo di mettere in discussione un operato che è stato, dal primo giorno, tempestivo, rigoroso e pienamente conforme alle norme. Alei va il nostro ringraziamento per aver anteposto a tutto la salute di alunni, famiglie e personale.

“Se oggi conosciamo la contaminazione dei plessi di via Trinacria, via Valdemone e via Abruzzi è grazie alla  dirigente – dichiara la presidente Anna Maria Catalano –. Sono state le indagini avviate dalla scuola in attuazione del Documento di valutazione dei rischi a far emergere la Legionella pneumophila. La collega ha disposto subito la sanificazione, ha chiesto l’intervento dell’ASP, ha sospeso le attività in presenza e già l’11 ottobre ha segnalato formalmente al Comune le criticità strutturali, chiedendo una documentazione tecnica che la scuola non possiede. Ha fatto tutto ciò che la legge le chiedeva e lo ha fatto bene. Non ha nulla da giustificare: chiedere a chi ha fatto emergere il problema di rendere conto dei tempi e delle procedure significa rovesciare la realtà.

Serena Roccaro non è sola: ANP Palermo sarà al suo fianco in ogni sede, con ogni forma di supporto, anche legale, che si renda necessaria”.  Il quadro normativo è chiaro. La Legge 23/1996 affida ai Comuni la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici del primo ciclo; l’art. 18, comma 3, del D.Lgs. 81/2008 lascia a carico dell’ente proprietario gli interventi strutturali e di manutenzione, considerando assolti gli obblighi del dirigente on la richiesta del loro adempimento; il D.Lgs. 18/2023 annovera le scuole tra i “locali prioritari” e affida a chi gestisce la rete idrica interna dell’edificio la valutazione del rischio, legionella compresa. Gli
accertamenti dell’ASP, che segnalano Pseudomonas aeruginosa come indicatore di “importante biofilm nelle tubature”, confermano che il problema riguarda condutture, cisterne e autoclavi.
Per questo ANP Palermo chiede al Comune, quale ente proprietario degli edifici del primo ciclo, di farsi carico di un piano straordinario di verifica degli impianti idrici di tutte le scuole cittadine di sua competenza, secondo le Linee guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi, con esiti trasmessi ai dirigenti e comunicati con chiarezza alle famiglie. Prevenire costa meno che chiudere.

“Della nota del Sindaco del 15 ottobre condividiamo la sollecitazione agli uffici comunali a realizzare con urgenza gli interventi di competenza dell’ente proprietario e a tutelare il diritto allo studio – prosegue Catalano –. Respingiamo invece con forza le affermazioni che, nella stessa nota, chiamano la dirigente a rendere conto dell’attuazione del DVR nel semestre precedente e dei tempi di avvio dei controlli, leggono come “apparente incongruenza” con la sanificazione del 6 e 7 ottobre esiti che dimostrano soltanto la natura strutturale del problema e lasciano intravedere responsabilità da sanzionare. Avviare la sorveglianza il 18 settembre, nel pieno dell’avvio dell’anno scolastico, è un atto di diligenza, non un ritardo; e nessun trattamento può eliminare il biofilm da tubature la cui bonifica spetta al Comune. Davanti a problemi di questa portata la pretestuosa ricerca di responsabili distoglie energie da ciò che va fatto ovvero bonificare gli impianti, trovare spazi alternativi per gli studenti e le studentesse, riportare al più presto in classe circa 1.200 alunni/e. Servono soluzioni rapide e condivise, non capri espiatori”.

ANP Palermo propone l’immediata attivazione di un tavolo tecnico tra Comune, ASP, AMAP e dirigenti scolastici e conferma la propria disponibilità a una leale collaborazione con l’Amministrazione, nel rispetto dei reciproci ruoli. Ciò che è accaduto alla collega Roccaro potrebbe accadere a ciascun dirigente della città: difendere lei significa difendere una scuola che sceglie di non voltarsi dall’altra parte