Palermo. “Le autostrade siciliane sono ormai diventate un percorso ad ostacoli con cantieri sempre aperti, code, chiusure, limitazioni alla circolazione e infrastrutture che non garantiscono più adeguati standard di sicurezza. Non è più tollerabile che cittadini, lavoratori, imprese e turisti paghino il prezzo di un sistema che non funziona”. Lo dichiara Raffaele Tango, presidente di Adoc Sicilia, tornando a sollecitare Regione, Cas e ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Le criticità, evidenziate dall’associazione di promozione sociale espressione diretta della Uil, riguardano in particolare la A19 Palermo-Catania, la A20 Messina-Palermo e la A18 Messina-Catania, arterie indispensabili per pendolari, trasporto merci, collegamenti con aeroporti e porti e sviluppo economico dell’isola. I disagi rallentano gli spostamenti quotidiani, aumentano i costi per le imprese, penalizzano il turismo e rendono più difficile il lavoro di chi ogni giorno viaggia per esigenze professionali o familiari.

Adoc Sicilia esprime inoltre preoccupazione per l’ultimo dibattito tra il consorzio per le autostrade siciliane e il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dopo le verifiche e le richieste di interventi urgenti sulle A18 e A20. Il ministero ha evidenziato che, allo stato attuale, tali tratte non possono ritenersi pienamente percorribili con adeguati standard di sicurezza e ha chiesto misure più incisive, mentre il Cas è chiamato a dimostrare concretamente tempi, progetti e cantieri effettivamente avviati. Per l’associazione, questa vicenda conferma la necessità di superare la logica delle emergenze e delle reciproche responsabilità, puntando invece su programmazione, trasparenza e controlli rigorosi. “Non possiamo accettare che la viabilità siciliana venga gestita all’emergenze con deviazioni poco segnalate, cantieri senza date certe e infrastrutture lasciate al degrado – afferma Tango -. La sicurezza stradale non è negoziabile. Ogni ritardo espone automobilisti, motociclisti, lavoratori del trasporto e passeggeri a rischi evitabili”. Adoc Sicilia chiede quindi un piano straordinario e pubblico di manutenzione e ammodernamento con tempi certi e monitoraggio dei cantieri ma anche informazioni chiare e costanti su chiusure, deviazioni e alternative. Sono necessari controlli severi su appalti, imprese e tempistiche e meccanismi automatici di rimborso o compensazione del pedaggio nei casi di disagi rilevanti e prolungati. E, infine, un confronto stabile con consumatori, sindacati, imprese, autotrasportatori e territori.

“I siciliani non chiedono privilegi ma strade percorribili, sicure ed efficienti tenendo conto che mancano i treni come soluzione alternativa. Chi usa le autostrade per lavorare, raggiungere l’ospedale, accompagnare i figli a scuola o svolgere la propria attività non può più essere lasciato solo davanti a code, deviazioni e infrastrutture fatiscenti. La mobilità è un diritto, non un lusso”.

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