La procura della corte dei conti ha archiviato per il prefetto di Palermo Massimo Mariani, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, l’assessore Dario Falzone e il comandante della polizia municipale Angelo Colucciello l’ipotesi di danno erariale sugli straordinari al personale di polizia municipale delle somme stanziate dal governo per l’attività legata alla sicurezza urbana. L’inchiesta era nata da un esposto presentato dal ragioniere generale Bohuslav Basile.
La storia è quella dei fondi messi a disposizione dal ministero dell’Interno per la sicurezza urbana, a cui i comuni interessati possono accedere presentando dei progetti. Per il triennio 2024-2026 a Palermo erano stati assegnati poco più di un milione di euro all’anno, e tra i progetti sulla sicurezza presentati dall’amministrazione per assicurarseli c’era anche quello che prevedeva l’aumento della presenza e del controllo della Polizia municipale su tutto il territorio cittadino. Servizi aggiuntivi, ovvero ore di straordinario per tenere gli agenti in strada più tempo possibile.
Il problema è sorto nel momento in cui la ragioneria generale ha messo per iscritto che gli straordinari erano stati pagati troppo. Invece di fare riferimento alle cifre previste dal contratto nazionale di lavoro l’amministrazione avrebbe infatti pagato troppo gli straordinari, spendendo più soldi pubblici di quanto avrebbe dovuto.
I quali soldi quindi devono essere restituiti: non solo dagli agenti che li hanno ricevuti al Comune, ma anche dal Comune alla Prefettura, che come ufficio territoriale del Governo è quello a cui devono essere versate le cifre in avanzo. C’erano da restituire 264mila euro, esattamente la cifra che sarebbe stata versata ingiustamente ai poliziotti municipali. Per i legali Lucia Di Salvo, Pier Carmelo Russo, Giovanni Immordino e Massimiliano Mangano non c’erano responsabilità. E’ stata esclusa qualsiasi ipotesi di dolo e il provvedimento dimostra che il provvedimento aveva rispettato le regole.



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