A Siracusa i rubinetti sono a secco e i sacchetti dell’indifferenziato non possono uscire di casa. Due emergenze in parallelo, un sindaco che al momento p sotto assedio politico e, a completare il quadro, un Consiglio comunale che domani discuterà una mozione di censura contro Francesco Italia. Più che una giornata difficile, un trittico.
Acqua, di nuovo giù
Il copione è noto. Nella notte il maltempo ha provocato una serie di interruzioni di energia elettrica, con il fermo di diversi impianti di sollevamento e pompaggio e il calo dei livelli nei serbatoi. Alla ripresa della corrente, spiega Aretusacque, le repentine variazioni di pressione hanno causato più rotture lungo le condotte di adduzione che portano l’acqua ai serbatoi cittadini. Il gestore dice di essere al lavoro dalle prime ore della notte e avverte che nel corso della giornata sono possibili riduzioni di pressione o disservizi in diverse zone: da Ortigia alla Borgata, dall’Epipoli a Belvedere, dalla Pizzuta a Grottasanta.
Il Comitato: cosa ha fatto il gestore fino ad oggi?
Ortigia e Borgata, che con i disagi convivono da mesi, rischiano così di restare ancora una volta all’asciutto. Il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente ha avviato stamattina una nuova rilevazione: il 90% dei partecipanti segnala una fornitura irregolare, insufficiente o assente, e oltre cento utenti parlano di grave carenza. Non è un campione statistico, ma restituisce il clima. Il Comitato rilancia l’attacco al gestore: i comunicati dei giorni scorsi annunciavano un ritorno alla normalità in tempi brevi, previsioni smentite dai fatti, e la spiegazione dei blackout elettrici è “una spiegazione che ascoltiamo ormai da mesi”. Che, anche ammesso sia tecnicamente corretta, non può restare l’unica risposta. La domanda è semplice: cosa è stato fatto concretamente, in tutto questo tempo, per evitare che le interruzioni elettriche blocchino il servizio idrico?
Le proteste sui social
Sui social la pazienza è finita. Una cittadina scrive che “un giorno ed una notte di pioggia” possono lasciare “senza acqua un’intera città” e chiude con l’hashtag #ridateciunavitanormale. Un’altra racconta di Ortigia di nuovo a secco, con la casetta dell’acqua vuota e i supermercati dove “cominciano a scarseggiare le scorte”. E si chiede: “Che dobbiamo fare?”.
Rifiuti, il secco resta a casa
Sul fronte opposto c’è la spazzatura. Il Comune ha comunicato la sospensione, da oggi e fino a nuova comunicazione, della raccolta del secco residuo per tutte le utenze domestiche e non domestiche. Il motivo: Sicula Trasporti, l’impianto convenzionato per lo smaltimento dell’indifferenziato, ha fatto sapere che i conferimenti non possono riprendere perché la mobilitazione degli autotrasportatori in Calabria e in Campania ha bloccato agli imbarchi dei traghetti il materiale destinato agli impianti di recupero in Calabria. Senza la possibilità di smaltire i sovvalli, l’impianto non può ricevere i rifiuti.
Da qui l’invito, definito “accorato”, a cittadini e attività commerciali a non esporre né conferire mastelli e carrellati, tenendo l’indifferenziato in casa o nei locali. Il Comune precisa che la paralisi dipende da cause di forza maggiore, del tutto indipendenti dalla volontà dell’amministrazione e di RisAm.
È un fronte che si somma a quello della plastica, in sofferenza dall’inizio del mese: la piattaforma di conferimento è satura, perché riciclare costa più che produrre plastica vergine in Asia, e la filiera si intasa.
Il silenzio
Davanti a tutto questo, dal sindaco Italia nessuna presa di posizione su nessuno dei due fronti. Sui rifiuti parla soltanto la nota degli uffici, che rivendica la forza maggiore. Sull’acqua, al momento, nulla, nonostante il sindaco presieda l’Ati idrico che il Comitato aveva chiamato in causa nei giorni scorsi.
Il momento più difficile
Il tutto mentre l’amministrazione attraversa la fase politicamente più delicata dopo l’inchiesta Nexus, sul presunto comitato d’affari che avrebbe voluto alterare le gare del Comune. Agli arresti domiciliari è finita Concetta Carbone, ex vicepresidente del Consiglio comunale, oggi dimessa e sospesa, considerata molto vicina al sindaco, che ha respinto gli addebiti. Italia non è tra i destinatari delle misure cautelari. Domani il Consiglio comunale discuterà la vicenda, con una mozione di censura al sindaco presentata dal Pd.



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