La segretaria generale della Uil di Catania, Enza Meli, ha firmato al Municipio di Bronte un protocollo d’intesa Comune-sindacati “che – sottolinea l’esponente del Sindacato delle Persone – consentirà una presenza ancora più incisiva delle organizzazioni dei lavoratori nella realizzazione di opere pubbliche, al fine di garantire la sicurezza e tutelare i diritti delle maestranze impegnate negli appalti”.
Nel corso del confronto con il sindaco Giuseppe Gullotta, cui ha preso parte anche la responsabile territoriale Uil Valentina Saporito, è stata inoltre affrontata la controversa questione degli oltre 13 milioni previsti inizialmente per il progetto di “Collegamento della statale 284 al viale Kennedy-Via di fuga Protezione civile del Comune di Bronte” che sono stati dirottati dalla Regione verso altre opere. “Un’opportunità negata di sviluppo e di lavoro – denuncia Enza Meli – per un’infrastruttura fondamentale che era attesa da anni, una ragione di allarme in più per un’area a rischio segnata ancora nei giorni scorsi da uno sciame sismico”.
Quindi, aggiunge: “Non ci interessa puntare il dito contro nessuno, ma ricordiamo a tutti che questa provincia ha un disperato bisogno di costruire futuro e che su questo punto non si può improvvisare, né recitare a soggetto. Neppure un euro può essere sprecato, figurarsi poi se si perde un finanziamento tanto considerevole da essere stato destinato a ben quattordici opere del Consorzio Autostrade Siciliane”.
Dice ancora la segretaria Uil: “Ci aspettiamo adesso, anche solo per evitare nuovi errori, una doverosa assunzione di responsabilità da parte di chiunque abbia avuto un ruolo in questo fallimento, Qualcuno, intanto, sta già contando il danno occupazionale che questo territorio dovrà sopportare”. Infine, afferma: “Speriamo che quelle risorse tornino a Bronte, ma temiamo che non sarà così. Chi ha sbagliato si assuma dunque le proprie colpe e corra ai ripari, ammesso che possa fare qualcosa per rimediare. Abbiamo detto senza troppi giri di parole queste cose al sindaco, siamo pronti a ripetere queste affermazioni in qualunque sede istituzionale e a qualunque esponente politico. Qui come altrove dare voce alla delusione, all’amarezza, all’indignazione delle persone è un nostro diritto-dovere a cui non rinunceremo mai!”
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