Ricerca e analisi dei fenomeni sociali, educativi, psicologici e lavorativi del territorio palermitano e trapanese, che diventano spunto per seminari, orientamento, campagne informative, piattaforme di proposte su innovazione sociale, inclusione, benessere e partecipazione da porre alle istituzioni. Sono alcuni dei punti cardine del protocollo d’Intesa quadro tra la Cisl Palermo Trapani e il Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche e della Formazione (SPPEFF) dell’Università di Palermo, siglato stamani dalla segretaria generale Federica Badami e il responsabile del Dipartimento Antonino Bianco. L’accordo, della durata di due anni, avvia una collaborazione strutturata su ricerca, formazione, orientamento, benessere organizzativo, inclusione e pari opportunità, con attenzione alle trasformazioni del lavoro nelle province di Palermo e Trapani. “Lo studio della realtà sociale ed economica che ci circonda – spiega Federica Badami segretaria generale Cisl Palermo Trapani – è fondamentale per indirizzare la nostra azione quotidiana a tutela non solo dei lavoratori, ma anche dei tanti giovani disoccupati, famiglie che non ce la fanno più e pensionati. In un momento difficile per il mondo del lavoro, noi scegliamo di esserci con le proposte e con i fatti, e spesso per farlo è necessario conoscere le condizioni sociali dei nostri territori e agire di conseguenza per dare voce a chi non ce l’ha e dare dignità a chi lavora e a chi ha perso le speranze di trovare una occupazione”. “Accolgo con convinzione questo Protocollo, che rafforza il dialogo tra il Dipartimento SPPEFF e le realtà impegnate quotidianamente nei servizi alla persona” afferma il responsabile del Dipartimento professor Antonio Bianco. “Mettere in relazione ricerca, formazione ed esperienza sul campo significa costruire risposte più attente ai bisogni della comunità. Questa collaborazione rappresenta da oggi un impegno condiviso per promuovere da parte nostra, attraverso la ricerca sul campo in ambito territoriale e regionale, inclusione e tutela dei diritti. Mi auguro che proprio l’impegno dell’università possa contribuire a delineare opportunità concrete di autonomia e partecipazione ai tanti giovani – e meno giovani del territorio”.


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