Circa cinquemila studenti, secondo le prime stime degli organizzatori, stanno manifestando in piazza Marina a Palermo, dopo una settimana di proteste nelle varie scuole della città. Decine gli istituti coinvolti, dai licei più centrali fino agli istituti tecnici della periferia. Il corteo studentesco, indetto dalla “Rete Studentesca Palermo, raggiungerà palazzo Comitini, in via Maqueda. Obiettivo della manifestazione è dare risonanza nazionale alla voce degli studenti palermitani, “per pretendere spazi sicuri e adeguati ed esigere dai governi regionale e nazionale investimenti strutturali e concreti per la scuola siciliana”.

Studenti davanti Palazzo Comitini

È arrivato davanti a Palazzo Comitini, sede della Città metropolitana di Palermo, il corteo studentesco organizzato dalla Rete Studentesca Palermo per protestare contro la condizione in cui versa la scuola del capoluogo siciliano. Sono circa cinquemila, secondo stime degli organizzatori, gli studenti provenienti da decine di istituti della città che stanno manifestando, con megafoni e striscioni, per i tagli del governo nazionale all’istruzione pubblica. Il corteo è sfilato senza incidenti da piazza Marina, per poi proseguire in corso Vittorio Emanuele. Alla base della rivolta c’è una distribuzione dei fondi ritenuta profondamente ingiusta, che penalizza la Sicilia dirottando le risorse sul settore bellico, alle regioni del Nord e alle scuole private. Una delegazione di rappresentanti degli istituti è appena salita nella sede dell’ex Provincia per essere ricevuta dal sindaco metropolitano, Roberto Lagalla.

Studenti a Palermo, ‘strutture fatiscenti e sovraffollate’

“Valditara e Meloni giù le mani dalla scuola”: è con questo slogan, ritmato dai megafoni e scritto a caratteri cubitali su striscioni e cartelloni contro il governo nazionale, che è partito stamattina da piazza Marina, a Palermo, il maxi corteo studentesco indetto dalla Rete Studentesca Palermo. Sono circa cinquemila gli studenti provenienti da decine di istituti, secondo le stime degli organizzatori: dai licei del centro alle scuole tecniche delle periferie, la mobilitazione è diretta verso Palazzo Comitini in via Maqueda, la stessa strada su cui, dal lato opposto, a poche centinaia di metri, si tiene un congresso degli avvocati amministrativisti, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Mentre prosegue, da mercoledì mattina, l’occupazione dei licei classici Vittorio Emanuele II e Umberto I, a dare voce ai disagi quotidiani all’interno dei plessi è Gaia Ragusa, portavoce della Rete studentesca Palermo e studentessa dell’Istituto Finocchiaro Aprile: “Nelle scuole di Palermo conviviamo con tetti che crollano, porte mancanti e bagni perennemente fuori servizio. Come se non bastasse, nel mio liceo e in tanti altri istituti anche della provincia viviamo il dramma del sovraffollamento. Nel nostro istituto siamo costretti a fare lezioni in palestra o nei laboratori. C’è poi il problema dei riscaldamenti o della mancanza di impianti di climatizzazione durante l’estate. Il governo dirotta i fondi destinati alla scuola al settore bellico ed ecco il risultato”.

Alla base della rivolta ci sono i tagli all’istruzione pubblica e a una distribuzione dei fondi ritenuta profondamente ingiusta, che penalizza la Sicilia dirottando le risorse verso le scuole private o verso le regioni del Nord. Fiamma Cannatella, del liceo Danilo Dolci, spiega: “Protestiamo perché le infrastrutture scolastiche non sono a norma, chiediamo di avere dei locali più vivibili”. Moltissimi studenti sono scesi in piazza per solidarietà nei confronti degli autotrasportatori e degli agricoltori siciliani, colpiti dal caro carburanti. “Pretendiamo spazi sicuri – dice Gabriele Sali, portavoce del Coordinamento studenti palermitani e rappresentante di consulta del Liceo scientifico Einstein – ma siamo qui anche per essere vicini alle categorie penalizzate dalle scelte del governo nazionale – agricoltori, autotrasportatori e pescatori – che hanno determinato lo sciopero dei tir di questi giorni”. A manifestare accanto agli studenti anche i rappresentanti della Cgil Fp.