Gli autotrasportatori hanno tolto nella notte i blocchi sulle autostrade della Campania e i presìdi sulla statale 106 nel Crotonese. I mezzi pesanti hanno ripreso a viaggiare per rifornire distributori e negozi. La protesta dei tir, però, è solo sospesa: la categoria minaccia di ripartire se dal tavolo del 27 ottobre con il ministro delle Infrastrutture non arriveranno risposte.

Protesta dei tir: dove sono stati rimossi i blocchi

In Campania i presìdi di autotrasportatori e agricoltori sono stati smontati nel Casertano e nel Salernitano. A Napoli i camionisti hanno lasciato il varco Bausan, al porto, e via Argine, nella zona orientale vicino a una delle due raffinerie della città. Le forze dell’ordine e la polizia stradale hanno scortato le autocisterne dirette ai depositi per far ripartire i rifornimenti.

In Calabria la carreggiata della statale 106 è tornata libera a Passovecchio e a Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto. I mezzi, fermi dal 16 ottobre, avevano ricominciato a circolare già ieri. Sulle rotatorie sono rimasti alcuni trattori, come presidio simbolico.

Lo sblocco calabrese è arrivato dopo il colloquio dei manifestanti con il presidente della Regione, Roberto Occhiuto. Hanno mediato sul posto la viceprefetta di Crotone, Ester Libertini, e il questore Renato Panvino, che è andato più volte ai presìdi. Secondo la diretta di Sky TG24, la protesta sta smobilitando anche in Puglia e Basilicata.

Protesta dei tir: carburante e supermercati, quando si torna alla normalità

Il ritorno alla normalità è lento. In Campania molti distributori espongono ancora il cartello del tutto esaurito, mentre davanti a quelli aperti ci sono lunghe code. A Napoli e in provincia le autocisterne sono tornate a rifornire le pompe. Nei supermercati, rimasti vuoti di gran parte dei prodotti, sono ripartite le consegne. Le prefetture seguono la situazione.

Protesta dei tir: cosa chiedono gli autotrasportatori

Al presidio di Crotone i rappresentanti della protesta hanno definito lo sblocco un atto di responsabilità, per non penalizzare i rifornimenti. Hanno ribadito che l’obiettivo resta la tutela economica delle aziende. Il comparto parla di condizioni di lavoro insostenibili, di pratiche commerciali ritenute sleali e di un rincaro del carburante che stima al 50% in un anno.

In prefettura i manifestanti hanno consegnato un documento con tre richieste:

  • prezzo bloccato del carburante per l’autotrasporto professionale;
  • forte defiscalizzazione dei contributi, a sostegno di imprese e dipendenti;
  • riattivazione dell’Osservatorio sui costi del trasporto.

Il decreto da 105 milioni e la linea del governo

Il 22 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato un pacchetto da 105 milioni di euro contro il caro gasolio, destinato ad autotrasporto, agricoltura e pesca. Secondo Il Sole 24 Ore, il decreto rinvia anche al 2027 la tassa sui mini pacchi.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato così sui social: «Accordo con le associazioni dell’autotrasporto, risorse già in pagamento e nuove misure per agricoltori e pescatori approvate oggi in Consiglio dei Ministri. Il Governo ascolta chi manifesta pacificamente e lavora per dare risposte concrete». In un altro passaggio ha detto: «Pochi soggetti continuano i blocchi, non tolleriamo intimidazioni».

Il Garante degli scioperi ha chiesto la precettazione. L’opposizione contesta la linea del governo. Per il deputato di Avs Angelo Bonelli, «il governo rinvia al 27 ottobre l’incontro con le categorie, vara stanziamenti insufficienti e minaccia la precettazione».

Le denunce e l’indagine sulle infiltrazioni

La Questura di Caserta ha denunciato e segnalato un centinaio di autotrasportatori alle procure competenti e alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. La Procura di Napoli indaga sulle presunte infiltrazioni mafiose nella protesta. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, ospite di Sky TG24, ha parlato di «una forte probabilità di strumentalizzazione e infiltrazioni criminali».

Cosa succede il 27 ottobre

Il prossimo passaggio è il tavolo del 27 ottobre con il ministro delle Infrastrutture. La categoria è stata esplicita: senza risposte sul pacchetto di richieste, la mobilitazione «verrà immediatamente ripristinata».