Eni manterrà il tetto ai prezzi di gasolio e benzina fino alla fine dell’anno. Il livello attuale, 2,25 euro al litro per il gasolio e 1,99 euro per la benzina, potrà però essere rivisto in base all’andamento del mercato e delle forniture. L’annuncio è dell’amministratore delegato Claudio Descalzi, in un colloquio con Il Sole 24 Ore a commento dei risultati presentati oggi dalla compagnia. Un portavoce del gruppo lo ha poi confermato.

Price cap Eni: cosa ha detto Descalzi

«Confermiamo che ne valuteremo il valore ma manterremo il concetto di price cap fino a fine anno. Per quanto riguarda il suo livello, attualmente a 2,25 euro per il gasolio e 1,99 euro per la benzina (come annunciato a inizio ottobre), monitoreremo le dinamiche di mercato e prezzo, nonché le forniture effettivamente disponibili in rapporto alla nostra struttura logistica per valutarlo nel corso del periodo», ha spiegato Descalzi.

Secondo l’amministratore delegato, l’impatto economico delle politiche di contenimento dei prezzi e dei tetti, da marzo e con una proiezione a fine anno, sarebbe di circa 700 milioni di euro. La risposta dei clienti, ha aggiunto, è stata molto significativa, «tanto che abbiamo avuto più di 900 stazioni di servizi con scorte esaurite perché non avevano più prodotti, anche se le rifornivamo due volte al giorno».

Price cap Eni: quando era partito

La compagnia aveva comunicato il tetto ai prezzi dei carburanti dal 28 settembre, per una durata iniziale di 30 giorni. Già allora era prevista la possibilità di estenderlo fino a fine anno, in base all’andamento del mercato e degli approvvigionamenti.

Codacons: «Non aumentare il tetto»

Il Codacons giudica positiva la proroga, ma chiede a Eni di non alzare il tetto in vigore. Secondo l’associazione, le quotazioni del petrolio ancora elevate e la crisi in Medio Oriente continuano a spingere al rialzo i listini dei prodotti petroliferi e impediscono la discesa dei prezzi alla pompa.

Per questo, spiega il Codacons, la decisione di allungare gli sconti è importante. L’associazione chiede però che il tetto massimo non venga modificato al rialzo, considerato che gli italiani combattono con il caro carburante da marzo e hanno già subito perdite consistenti per i maggiori costi di rifornimento. Il Codacons si augura infine che, sulla scia di Eni, anche gli altri marchi petroliferi che hanno avviato sconti e price cap prorogino le loro iniziative fino a fine anno.

Unione nazionale consumatori: «Uno sconto che non sarà percepito»

Più critico il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona: «Bene che Eni prosegua con il price cap fino a fine anno, ma non deve diventare un alibi per il governo per lavarsene le mani come Ponzio Pilato, tradendo persino gli impegni, già inadeguati, presi sul meccanismo delle accise mobili il 16 settembre in conferenza stampa, altrimenti l’impegno di Eni finisce per essere oscurato da risvolti negativi e dall’irresponsabilità del governo».

Dona ha poi messo a confronto il tetto di settembre con quello attuale: «Evidenziamo, inoltre, ha precisato, che se il tetto per il gasolio a 2,19 è stato annunciato il 25 settembre mentre si pagava a 2,421 in autostrada e a 2,338 nelle strade normali, con uno sconto, rispettivamente, di 23,1 cent e 14,8 cent al litro, ora quello da 2,25 viene confermato mentre il prezzo medio è a 2,3 in autostrada e 2,260 nelle strade normali, con una riduzione di appena 5 e 1 cent che non sarà percepita dai consumatori».