L’allerta maremoto arancione indica che le coste potrebbero essere raggiunte da un’onda alta meno di mezzo metro in mare aperto o che risale sulla terraferma per meno di un metro. Lo stabilisce il Sistema di allertamento nazionale per i maremoti (SiAM) della Protezione civile. In caso di arancione chi si trova nella fascia più vicina al mare deve allontanarsi dalla costa.

Un’allerta di questo tipo è stata diramata oggi, 23 ottobre, per le coste siciliane esposte, dopo lo sciame sismico nel Tirreno meridionale avvertito a Palermo e in provincia, con scosse fino a magnitudo 5.5 secondo le prime stime. Dopo circa un’ora è stata revocata.

Cosa significa allerta maremoto arancione?

Il SiAM prevede due livelli di allerta e un messaggio informativo:

  • allerta rossa (watch): onda di maremoto alta più di 0,5 metri in mare aperto o con una risalita sulla costa, il cosiddetto run-up, superiore a 1 metro;
  • allerta arancione (advisory): onda alta meno di 0,5 metri in mare aperto o con run-up inferiore a 1 metro;
  • messaggio di informazione: un impatto significativo sulle coste italiane è improbabile. Entro circa 100 chilometri dall’epicentro, però, si possono avere correnti anomale e moti ondosi insoliti, soprattutto nei porti.

Mezzo metro può sembrare poco. Il pieghevole della campagna «Io non rischio» della Protezione civile spiega però che le onde di maremoto, in mare aperto, hanno altezze quasi impercettibili. Avvicinandosi alla costa rallentano e crescono rapidamente. Rispetto alle mareggiate hanno molta più forza e possono spingersi nell’entroterra per centinaia di metri.

Che differenza c’è tra allerta arancione e rossa?

Cambia l’ampiezza della fascia da evacuare. Secondo le indicazioni della Protezione civile per i piani comunali, lungo le coste sono individuate due zone:

  • zona 1: la più vicina al mare, da evacuare con allerta arancione;
  • zona 2: più ampia, da evacuare insieme alla zona 1 con allerta rossa.

In entrambe le zone le azioni sono le stesse, perché l’unica misura di salvaguardia possibile è allontanare le persone dalla costa. Le zone di ogni comune sono indicate in una mappa dell’Ispra richiamata dalle stesse indicazioni.

Chi dirama l’allerta maremoto e come arriva?

Nel SiAM lavorano tre enti:

  • il Centro allerta tsunami dell’Ingv, che valuta se un terremoto in mare o vicino alla costa può generare un maremoto;
  • il Dipartimento della Protezione civile, che dirama i messaggi;
  • l’Ispra, che con i mareografi conferma o meno il passaggio dell’onda.

I messaggi arrivano, tra gli altri, a Regioni, prefetture delle province costiere, comuni costieri, Vigili del fuoco, forze di polizia e Capitanerie di porto. Sono i comuni, con i loro piani di protezione civile, a gestire l’allontanamento della popolazione.

Cosa fare in caso di allerta maremoto?

Le indicazioni della Protezione civile si riassumono così:

  • allontanarsi dalla costa e dalle aree basse vicino al mare, seguendo le vie di allontanamento del piano comunale;
  • raggiungere una zona elevata o l’area di attesa indicata dal comune;
  • se non si può lasciare la zona, salire ai piani alti di un edificio in cemento armato ben costruito, che in genere offre una protezione adeguata;
  • non uscire in mare e non avvicinarsi alla riva per guardare. Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha raccomandato proprio di non uscire in mare;
  • seguire i canali ufficiali di Protezione civile, comune e prefettura fino alla revoca o al messaggio di fine evento.

La prima onda può non essere la più grande e tra un’onda e l’altra possono passare minuti o decine di minuti.

Quali sono i segnali naturali di un maremoto?

Nel Mediterraneo le onde possono arrivare in pochi minuti e le autorità potrebbero non avere il tempo di diramare un’allerta. Per questo la Protezione civile invita chi vive, lavora o va in vacanza sulla costa a riconoscere tre segnali:

  • un forte terremoto, avvertito direttamente o di cui si è avuta notizia;
  • un rumore cupo e crescente dal mare, simile a quello di un treno o di un aereo a bassa quota;
  • un ritiro improvviso e insolito del mare, un rapido innalzamento del livello dell’acqua o una grande onda estesa su tutto l’orizzonte.

Cosa vuol dire revoca dell’allerta?

Il SiAM prevede sei tipi di messaggio: informazione, allerta, aggiornamento, conferma, revoca e fine evento. La revoca arriva quando i mareografi, osservati per un tempo adeguato, non registrano il passaggio di un’onda. Il fine evento, invece, chiude un maremoto avvenuto davvero, quando il livello del mare torna ai valori precedenti.

Il 23 ottobre l’allarme è cessato perché «non sono state rilevate variazioni nel livello del mare». La Protezione civile ricorda che il rischio maremoto comporta inevitabilmente anche la possibilità di falsi allarmi: un’allerta revocata non è un errore del sistema.

Domande frequenti

Cosa significa allerta maremoto arancione?

L’allerta arancione, chiamata advisory, indica che le coste potrebbero essere raggiunte da un’onda di maremoto alta meno di mezzo metro in mare aperto o con una risalita sulla costa inferiore a un metro. Riguarda la fascia costiera più vicina al mare e prevede che chi si trova lì si allontani.

Cosa significa allerta maremoto rossa?

L’allerta rossa, chiamata watch, indica che le coste potrebbero essere colpite da un’onda alta più di mezzo metro in mare aperto o con una risalita sulla costa superiore a un metro. In questo caso l’allontanamento riguarda una fascia costiera più ampia rispetto all’allerta arancione.

Come si riconosce l’arrivo di un maremoto?

I segnali da conoscere sono tre: un forte terremoto avvertito o di cui si ha notizia, un rumore cupo e crescente che arriva dal mare e un ritiro improvviso e insolito dell’acqua, oppure un rapido innalzamento del livello del mare. Davanti a uno di questi segnali bisogna allontanarsi subito dalla costa.

Quando viene revocata un’allerta maremoto?

La revoca dell’allerta maremoto arriva quando i dati del livello del mare, registrati dalle stazioni di misura per un tempo sufficiente, non mostrano il passaggio di un’onda. È diversa dal messaggio di fine evento, che si emette quando il mare, dopo un maremoto avvenuto, torna ai valori precedenti.

Perché bisogna muoversi anche senza allerta ufficiale?

Nel Mediterraneo i tempi di arrivo delle onde possono essere molto brevi, anche pochi minuti se il terremoto avviene vicino alla costa. Le autorità potrebbero non fare in tempo a diramare un’allerta. Per questo chi vive o lavora sulla costa deve saper riconoscere da solo i segnali e allontanarsi.