Ultimo aggiornamento: 26 ottobre 2026

In due comuni siciliani su tre i termosifoni si possono accendere dal 15 novembre o dal 1° dicembre. Palermo, Catania, Messina, Siracusa, Trapani e Agrigento sono in zona climatica B e partono il 1° dicembre, con un massimo di 8 ore al giorno, come stabilisce il Dpr 74/2013.

La data, però, non è la stessa in tutta l’isola. Dipende dalla zona climatica del comune e la Sicilia ha comuni in tutte e sei le zone: si va dalla A di Lampedusa e Linosa alla F di Floresta, sui Nebrodi, dove non c’è alcun limite.

Da quando si accendono i termosifoni in Sicilia?

Il calendario è fissato dall’articolo 4 del decreto. Per ogni zona indica il periodo di accensione e le ore massime al giorno:

  • zona A: dal 1° dicembre al 15 marzo, 6 ore al giorno;
  • zona B: dal 1° dicembre al 31 marzo, 8 ore al giorno;
  • zona C: dal 15 novembre al 31 marzo, 10 ore al giorno;
  • zona D: dal 1° novembre al 15 aprile, 12 ore al giorno;
  • zona E: dal 15 ottobre al 15 aprile, 14 ore al giorno;
  • zona F: nessuna limitazione.

Nella stagione 2026-2027 la zona D comincia domenica 1° novembre e la zona C domenica 15 novembre. Nei comuni in zona E i riscaldamenti si possono accendere dal 15 ottobre.

In quale zona climatica si trova il mio comune?

La zona di ogni comune è indicata nella tabella dei gradi giorno, l’allegato A del Dpr 412/1993. È una caratteristica fissa del comune, come la classificazione sismica. I gradi giorno misurano quanto è freddo il clima di un luogo nel corso dell’anno: più il numero è alto, più lunga è la stagione del riscaldamento. Ecco i nove capoluoghi:

  • Palermo: zona B, 751 gradi giorno;
  • Catania: zona B, 833 gradi giorno;
  • Messina: zona B, 707 gradi giorno;
  • Siracusa: zona B, 799 gradi giorno;
  • Trapani: zona B, 810 gradi giorno;
  • Agrigento: zona B, 729 gradi giorno;
  • Ragusa: zona C, 1.324 gradi giorno;
  • Caltanissetta: zona D, 1.550 gradi giorno;
  • Enna: zona E, 2.248 gradi giorno.

Sei capoluoghi su nove partono quindi il 1° dicembre, Ragusa il 15 novembre e Caltanissetta il 1° novembre. Enna è l’unico capoluogo in zona E. Fuori dai capoluoghi la zona più diffusa è la C: dei 388 comuni siciliani presenti nella tabella, 164 sono in zona C, 116 in zona D e 90 in zona B.

Quali comuni siciliani accendono per primi e quali per ultimi?

I primi sono i 15 comuni in zona E. Si trovano tutti nell’interno, con la casa comunale tra 900 e 1.150 metri di altitudine:

  • provincia di Palermo: Gangi, Geraci Siculo, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Prizzi e San Mauro Castelverde;
  • provincia di Messina: Capizzi, Cesarò, Mistretta, Montalbano Elicona, San Teodoro e Santa Domenica Vittoria;
  • provincia di Enna: Cerami, Enna e Troina.

Ancora più in alto c’è Floresta, l’unico comune siciliano in zona F. La casa comunale è a 1.275 metri e il decreto non pone limiti, né di periodo né di ore.

All’estremo opposto ci sono i due comuni in zona A, entrambi in provincia di Agrigento: Lampedusa e Linosa e Porto Empedocle. Per loro la stagione è la più corta dell’isola, dal 1° dicembre al 15 marzo, con un massimo di 6 ore al giorno.

Quante ore al giorno si possono tenere accesi i riscaldamenti?

Le ore indicate per ogni zona sono un tetto, non un obbligo, e si possono dividere in più fasce nella stessa giornata. Fuori dalla zona F l’accensione è consentita solo tra le 5 e le 23.

Il limite giornaliero non vale per tutti gli impianti. Il decreto prevede diverse eccezioni, e una riguarda molte famiglie: gli impianti autonomi delle singole abitazioni con un sistema di termoregolazione e un programmatore giornaliero. Il programmatore deve permettere di impostare almeno due livelli di temperatura nelle 24 ore e di spegnere la caldaia quando serve. In questi casi cade il limite delle ore, ma il periodo di accensione resta quello della zona.

La stessa eccezione vale per i condomìni in cui ogni appartamento ha la contabilizzazione del calore e un sistema di termoregolazione con programmatore. Dove c’è un impianto centralizzato, il proprietario o l’amministratore devono esporre una tabella con il periodo di accensione, l’orario scelto, i recapiti del responsabile dell’impianto e il codice dell’impianto.

Il sindaco può anticipare l’accensione dei termosifoni?

Sì. L’articolo 5 del decreto permette ai sindaci di allungare o ridurre con un’ordinanza, «a fronte di comprovate esigenze», sia il periodo di accensione sia le ore giornaliere. Con lo stesso strumento possono anche abbassare la temperatura massima consentita. Il decreto li obbliga a informare subito la popolazione.

Per sapere se nel proprio comune è stata firmata un’ordinanza, la fonte giusta è l’albo pretorio o il sito del Comune. Senza un’ordinanza valgono le date fissate dal decreto.

Domande frequenti

Qual è la temperatura massima consentita in casa con i riscaldamenti accesi?

Il Dpr 74/2013 fissa per le abitazioni una temperatura media massima di 20 gradi, con una tolleranza di 2 gradi, quindi fino a 22. Per gli edifici con attività industriali e artigianali il limite scende a 18 gradi, sempre con 2 gradi di tolleranza. La media si calcola sugli ambienti riscaldati di ciascuna unità immobiliare.

Si possono accendere i termosifoni prima della data prevista per la propria zona?

Sì, ma solo se le condizioni climatiche lo giustificano. Fuori dal periodo previsto, il Dpr 74/2013 consente di accendere gli impianti per non più della metà delle ore ordinarie. In zona B, per esempio, il limite scende da 8 a 4 ore al giorno. Il sindaco può inoltre anticipare la stagione con un’ordinanza.

Le date di accensione valgono anche per ospedali, scuole materne e asili nido?

No. Il Dpr 74/2013 esclude dai limiti di periodo e di orario ospedali, cliniche, case di cura e strutture di ricovero per minori e anziani, scuole materne e asili nido, piscine e saune. L’esclusione vale anche per le sedi diplomatiche fuori dai condomìni e, in alcuni casi, per gli edifici industriali e artigianali con particolari esigenze di produzione.

Cosa significa che un comune è in zona climatica F?

Nei comuni in zona F, i più freddi secondo la tabella dei gradi giorno, il Dpr 74/2013 non fissa alcun limite di periodo né di ore giornaliere per l’accensione degli impianti. In Sicilia c’è un solo comune in zona F: Floresta, in provincia di Messina, sui Nebrodi, con 3.309 gradi giorno e la casa comunale a 1.275 metri di altitudine.