C’è una struttura di “eccellenza” all’ospedale “Gravina” che sta cambiando il volto della chirurgia oftalmica in Sicilia. Istituito il 25 febbraio scorso dall’Asp di Catania, in collaborazione con la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto ETS, quindi solo otto mesi fa, il primo centro siciliano per la conservazione d’urgenza dei tessuti oculari – fiore all’occhiello della sanità calatina, catanese e siciliana – ha già dimostrato di essere ad una svolta cruciale per la gestione del rischio e delle emergenze “vista” nella nostra Isola.
Il centro – guidato dal competente e qualificato primario Salvatore Sileci – elimina i tempi d’attesa critici nei casi d’infezione o trauma grave, perchè è in grado di disporre e in tempo reale di cornee, sclere e membrane amniotiche, garantendo un’operatività h24 a tutte le strutture della regione. Alla realizzazione di questo ambizioso progetto offre il proprio prezioso contributo, oltre al dottore Sileci, anche la dottoressa Dora Mazzarino, per non parlare del volenteroso personale medico e infermieristico in servizio presso l’UOC di Oftalmologia del “Gravina” che non lesina sacrificio ed impegno personale, offrendo a volte una preziosa disponibilità di tempo che si rende necessaria per un carpe diem inatteso per via dell’emergenza chirurgica.
I vertici della sanità caltagironese, catanese e veneta descrivono l’iniziativa come un pilastro strategico per non sprecare il dono della solidarietà e dare risposte immediate ai pazienti. Per consolidare questa sinergia e coordinare la rete di prelievo tra ospedali e territorio, nella giornata di sabato 24 ottobre, professionisti ed esperti di livello nazionale e regionale si sono riuniti all’ospedale “Gravina” di Caltagirone (edificio “Clementi”) per approfondire gli aspetti clinici, organizzativi e scientifici della donazione e del trapianto dei tessuti oculari.
Durante il partecipatissimo forum scientifico dal titolo “Guardare oltre” è stato affrontato l’intero percorso della donazione e del trapianto dei tessuti oculari, dall’identificazione dei potenziali donatori alla valutazione dell’idoneità, dal prelievo alla conservazione dei tessuti, fino al loro impiego clinico. E particolare attenzione è stata dedicata alla sicurezza delle procedure, alla tracciabilità dei tessuti e al ruolo delle banche degli occhi, insieme agli aspetti etici, psicologici e comunicativi della donazione. Ai lavori sono intervenuti specialisti della rete trapiantologica e della Fondazione Banca degli Occhi del Veneto, insieme ai professionisti dell’Asp di Catania.
Il percorso formativo proseguirà il prossimo sabato 21 novembre, dalle ore 8.30 alle 17.30, presso l’Ospedale Santa Marta e Santa Venera di Acireale.
Dall’avvio delle attività, il Centro ha garantito senza interruzioni la disponibilità di cornee, sclere e membrane amniotiche liofilizzate per gli interventi chirurgici urgenti. Il servizio ha già contribuito a rendere possibile un trapianto di cornea su un paziente di 43 anni, resosi necessario a seguito di un’ulcera corneale. Ha inoltre fornito tessuti oculari alle Aziende sanitarie provinciali di Agrigento, Messina, Ragusa e Trapani. La disponibilità sul territorio siciliano di una scorta di tessuti dedicata alle emergenze integra l’attività della Fondazione Banca degli Occhi del Veneto e rafforza la capacità di risposta della rete regionale. «È un risultato concreto della collaborazione tra l’Asp di Catania e la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto, nel quadro degli indirizzi regionali e dell’azione di coordinamento del DASOE – dichiara il direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio -. Abbiamo consolidato un modello organizzativo che valorizza le competenze dei professionisti e migliora la tempestività delle cure. Continueremo a investire nella formazione e nello sviluppo della rete, affinché la generosità dei donatori si traduca in nuove opportunità di cura».
Nei primi nove mesi del 2026, la collaborazione tra i centri di trapianto siciliani e la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto ha consentito di effettuare 259 trapianti di cornea e altri 48 interventi chirurgici con l’impiego di tessuti oculari o membrane amniotiche provenienti da donazione, per un totale di 307 tessuti utilizzati. Nello stesso periodo, la rete regionale ha assicurato 47 trapianti in regime di urgenza, grazie alla collaborazione tra le strutture coinvolte e alla disponibilità di tessuti inviati dalla Banca degli Occhi. «Grazie ad una collaborazione rinnovata e ancora più efficiente con la rete siciliana, insieme stiamo davvero guardando oltre per diffondere fiducia nel grande gesto della donazione, tempestività nell’assicurare i tessuti per trapianto, collaborazione in una rete che continua a crescere», afferma Diego Ponzin, presidente della Fondazione Banca degli Occhi del Veneto ETS. Accanto al servizio per le urgenze, l’Asp di Catania sta rafforzando i percorsi aziendali di donazione e trapianto dei tessuti oculari, valorizzando le competenze delle UOC di Oftalmologia degli ospedali di Caltagirone e Acireale, dirette rispettivamente da Sileci e Giuseppe Scalia. Il percorso coinvolge anche le Unità operative di Rianimazione, l’Hospice di Caltagirone e le SUAP di Acireale e Militello Val di Catania, in raccordo con il Centro Regionale Trapianti. L’obiettivo è consolidare la collaborazione tra ospedali e servizi territoriali, rafforzando le attività di individuazione dei potenziali donatori e i percorsi di donazione e trapianto dei tessuti oculari.
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