Aveva chiesto il trasferimento da Palermo a Napoli per assistere entrambi i genitori, gravemente malati e riconosciuti disabili. Dopo anni di battaglie legali, il Cga  gli ha dato ragione. Ma la sentenza è arrivata troppo tardi: la madre è morta appena dieci giorni prima della pubblicazione. Protagonista della vicenda è un maresciallo della guardia di finanza in servizio a Palermo, che aveva presentato istanza di trasferimento temporaneo grazie alla legge 104 per poter assistere i genitori.

L’amministrazione ha respinto la richiesta richiamando le carenze di organico del reparto palermitano e la presenza di altri familiari che, secondo il Ministero, avrebbero potuto prestare assistenza. Ma per il Tar Sicilia, che aveva accolto il ricorso nel 2025, il diniego era viziato da carenze istruttorie e motivazionali. Il ministero ha presentato appello e ottenuto la sospensione cautelare.

Nel giudizio d’appello, gli avvocati del finanziere, Francesco Leone, Simona Fell e Raimonda Riolo, hanno prodotto nuovi elementi, documentando anche il trasferimento a Napoli di altri militari provenienti dalla Sicilia. Il piano nazionale degli impieghi 2026, inoltre, prevedeva 20 posti a Napoli e 5 a Palermo. Il Cga ha sottolineato che le carenze di organico non possono comunque essere utilizzate come una formula generica per respingere le richieste previste dalla legge 104. L’amministrazione deve valutare concretamente la situazione della sede di destinazione, il ruolo del militare e le esigenze assistenziali del familiare disabile. Allo stesso modo, la presenza di altri parenti non può essere considerata automaticamente sufficiente, senza verificare la loro effettiva disponibilità e capacità di prestare assistenza.

“Il Cga ha confermato che le richieste legate all’assistenza dei familiari disabili non possono essere respinte con motivazioni generiche, ma devono essere valutate sulla base delle condizioni concrete e delle esigenze effettive – dichiarano gli avvocati Francesco Leone, Simona Fell, soci fondatori dello studio Leone-Fell & C, e Raimonda Riolo che ha assistito il finanziere in primo grado -. La parte più dolorosa è che questa sentenza è arrivata quando la madre del nostro assistito non c’era più. Lui aveva chiesto di poterle stare vicino, insieme al padre, in un momento in cui entrambi avevano bisogno di assistenza. La giustizia gli ha dato ragione, ma non potrà restituirgli il tempo che non ha potuto trascorrere con lei. È una vicenda che richiama l’importanza di decisioni amministrative tempestive e di valutazioni più pertinenti da parte delle amministrazioni”.