Si attende nei prossimi giorni la ratifica del CdA dell’Opera Pia Santa Lucia. Un museo internazionale dedicato agli italiani nel mondo, 22 opere d’arte, formazione, impresa sociale e attività culturali per contribuire alla rigenerazione dell’Albergheria.
Si è concluso, dopo cinque mesi di lavoro, l’iter di coprogettazione tra l’Opera Pia Santa Lucia e la Fondazione Made in Sicily Museum ETS per la trasformazione di una parte dell’ex Reclusorio femminile di Ballarò nel futuro ROOTS Museum, un museo internazionale dedicato all’incontro tra culture e al valore generato dalle migrazioni italiane nel mondo. L’accordo, che definisce le modalità di collaborazione e gli impegni dei soggetti coinvolti, attende adesso la ratifica del Consiglio di Amministrazione dell’Opera Pia, prevista nei prossimi giorni.
Il percorso prende avvio dalla manifestazione di interesse del 27 aprile 2026, alla quale hanno fatto seguito diverse proposte, tra cui quella della Fondazione Made in Sicily e della società benefit Più Trentanove. Il progetto è stato presentato pubblicamente il 9 maggio, quando l’avviso era ancora aperto, per favorire il coinvolgimento di ulteriori soggetti. All’incontro erano presenti l’assessore regionale alla Famiglia, Nuccia Albano, e il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla.
La coprogettazione, prevista dall’articolo 55 del Codice del Terzo Settore, rappresenta uno strumento di collaborazione tra enti pubblici ed enti del Terzo Settore per la realizzazione di attività di interesse generale. Il percorso, seguito e sostenuto attivamente dal CdA dell’Opera Pia, ha consentito di definire un programma condiviso di valorizzazione culturale, rigenerazione urbana e inclusione sociale.
Un luogo di memoria che torna a vivere
Il progetto prevede la tutela e la valorizzazione del Centro Sociale San Saverio, che continuerà a operare nei propri locali, con l’impegno della Fondazione a sostenerlo nella ricerca di risorse e nello sviluppo di attività rivolte al territorio. La Fondazione si impegna inoltre a individuare finanziamenti per il recupero della chiesa sconsacrata del complesso monumentale, oggi inagibile.
Dove un tempo si limitava la libertà, potranno nascere nuove relazioni. Dove per decenni le stanze sono rimaste vuote, troveranno spazio arte, musica, formazione, lavoro e cultura.
Il museo e le opere d’arte
Il ROOTS Museum racconterà, le trasformazioni generate dall’incontro tra culture attraverso quattro temi: Origine, Frattura, Incontro e Trasformazione.
La Fondazione porterà nel progetto un patrimonio di 22 opere d’arte, tra cui la Testa di Moro di Domenico Boscia, restaurata in Giappone attraverso la tecnica del kintsugi, oggi simbolo della filosofia di ROOTS, e Grani di Pace, opera collettiva realizzata con il contributo di circa mille persone in occasione di Expo Milano 2015.
A dicembre sarà presentata la prima opera concepita per il nuovo museo, realizzata dall’artista di prestigio internazionale Giulio Rosk e dedicata a Rosa Balistreri e Francesca Morvillo. Due donne siciliane, protagoniste di storie differenti, che diventano il simbolo di una riflessione sul ruolo femminile, sul riconoscimento e sulla libertà, proprio in un luogo storicamente destinato alla reclusione delle donne.
ROOTS non sarà soltanto un museo, ma un centro di produzione culturale e innovazione sociale, con laboratori, attività educative, formazione professionale e iniziative di inclusione.
Sono già coinvolte nel progetto importanti realtà nazionali: la Fondazione Antonio Carlo Monzino di Milano, per lo sviluppo di attività di educazione musicale rivolte anche ai giovani in condizioni di svantaggio; 5VIE Milano, protagonista del design contemporaneo e delle connessioni internazionali della Creative Economy; e Fondazione Marea, per l’attivazione di percorsi di impresa sociale e nuove opportunità professionali.
Un impegno economico e sociale
«Quello che stiamo assumendo non è soltanto un impegno culturale, ma una responsabilità economica e sociale considerevole», spiegano Giovanni Callea e Davide Morici, promotori dell’iniziativa.
Palermo, capitale degli italiani nel mondo
Il prossimo 4 gennaio 2027, il Teatro Massimo di Palermo ospiterà il primo Gala delle Radici Italiane, che ha ottenuto anche il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, oltre a quelli del Ministero del Turismo, della Presidenza della Regione Siciliana e del Comune di Palermo. Il giorno successivo, al Reclusorio, è prevista una nuova tappa del progetto partecipativo dell’Albero delle Radici.
«La nostra ambizione è fare di Palermo la capitale degli italiani nel mondo», concludono Callea e Morici. «Non vogliamo costruire un museo che racconti soltanto la ferita dell’emigrazione, ma un luogo capace di mostrare l’immenso valore che milioni di italiani hanno generato incontrando altre culture. Le loro storie non appartengono soltanto al passato: sono una risorsa per costruire il futuro».
«Vogliamo costruire la prima vera casa degli italiani nel mondo. E vogliamo che questo futuro cominci proprio da Ballarò, da un edificio che per secoli ha raccontato la separazione e che adesso può diventare un simbolo di incontro e di libertà».
Un museo che racconti il mondo e, allo stesso tempo, contribuisca a cambiare un pezzo di Palermo.



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