Ha rotto gli indugi, nominando la sua nuova giunta dopo averla azzerata per via del terremoto politico e giudiziario legato all’inchiesta Nexus sulla presunta corruzione al Comune di Siracusa. Sono 4 gli assessori scelti da sindaco, Francesco Italia, ma in realtà di nuovo non c’è nulla perché Edy Bandiera, confermato vicesindaco, e gli autonomisti Giovanna Porto, Luciano Aloschi e Giuseppe Casella nella sua amministrazione c’erano già, come Pierpaolo Coppa, tecnico di sua fiducia, che aveva già confermato in piena bufera Nexus.
Nulla di nuovo
Nessuno dei 4 fa parte del gruppo politico vicino a Italia, che, evidentemente, si è preso dell’altro tempo per completare la squadra. Il sindaco ha, dunque, premiato i suoi alleati: Bandiera da una parte ed il Mpa dall’altra, il cui leader, il deputato regionale, Giuseppe Carta ha risposto così all’ultimatum del parlamentare nazionale di Fratelli d’Italia, Luca Cannata, che, in merito alla mozione di sfiducia, presentata da Pd, Fdi, e Forza Italia, aveva chiesto al Mpa di votarla. Nulla da fare, Carta tira dritto e salda la sua alleanza con Italia,.
La corsa contro il calendario
La spiegazione ufficiale è di quelle difficili da contestare. Entro il 30 novembre vanno approvate le variazioni di bilancio di fine esercizio e nelle stesse settimane scadono i termini per accettare, programmare e impegnare finanziamenti già assegnati. Secondo Palazzo Vermexio, una giunta incompleta non potrebbe garantirlo. L’argomento è solido, ma anche comodo: un’urgenza tecnica diventa scudo politico, e a nessun consigliere conviene passare per chi lascia il Comune senza fondi.
Deleghe in sala d’attesa
La giunta sarà completata nei prossimi giorni, dopo il confronto con i gruppi consiliari, e solo allora saranno assegnate le deleghe. È il passaggio che conta. I nomi sono quelli che il sindaco può offrire senza chiedere permesso, le deleghe sono la moneta della trattativa. Finché restano in tasca, ogni gruppo può sperare, e nessuno ha ancora motivo di rompere.
La sfiducia sullo sfondo
Perché lo sfondo non è tranquillo. Sul tavolo c’è la mozione di sfiducia firmata da 14 consiglieri e protocollata il 23 ottobre. Alle spalle, l’inchiesta Nexus, le dimissioni di Concetta Carbone da vicepresidente del Consiglio, la giunta azzerata respingendo le richieste di passo indietro.
“Andrà avanti fino alla fine del mandato”
Il sindaco non arretra. “Questa Amministrazione andrà avanti fino alla fine del mandato”, dichiara, promettendo di tornare in Consiglio per riferire sugli esiti delle verifiche. Quali, la nota non lo precisa. Né dice con quali numeri, e con quali gruppi, la maggioranza sarebbe già costruita. Il sindaco aveva chiesto una maggioranza prima di fare un nome. Di nomi ne ha fatti quattro. La maggioranza, per ora, sta ancora cercando il suo.
Non ci sarà Insieme, il gruppo politico legato all’ex parlamentare regionale, Giovanni Cafeo, che con consiglieri comunali Ivan Scimonelli e Ciccio Vaccaro, affermano di voler votare la mozione contro Italia. Eppure esiste un’intesa tra il gruppo e Italia visto che Cafeo presiede la Fondazione Siracusa 2033 di cui è socio il Comune di Siracusa.
“Il nostro voto favorevole alla mozione di sfiducia in Consiglio comunale non è mai stato in discussione: è la naturale, coerente conseguenza del nostro ruolo di opposizione seria e intransigente, condotta sin dal primo giorno nell’esclusivo interesse di Siracusa. Ciò che respingiamo con forza, tuttavia, sono le speculazioni sul metodo e il clima velenoso che sta soffocando il dibattito cittadino”. Senza i consiglieri di Insieme non c’è maggioranza: in Consiglio sarebbe 16 e 16.



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