Ha negato di aver fatto parte di un sistema corruttivo e di aver mai incassato mazzette. L’ingegnere Michele Dell’Aira, uno dei nove indagati nell’ambito dell’inchiesta Nexus sulla presunta corruzione al Comune di Siracusa, ha respinto gli addebiti nel corso dell’interrogatorio davanti al gip Antonella Coniglio.

L’interrogatorio

Il funzionario comunale ha risposto a tutte le domande del giudice e del pubblico ministero della Procura europea, collegato in videoconferenza, ricostruendo il proprio ruolo nelle procedure di affidamento finite sotto la lente degli investigatori. Al suo fianco gli avvocati Giuseppe Cro e Marco Mancuso.

Gli affidamenti: su 91 solo meno del 10% agli imprenditori indagati

Dell’Aira ha spiegato di aver svolto le funzioni di responsabile unico del procedimento per diversi affidamenti, sottolineando che si trattava di procedure portate a termine e successivamente avallate dal dirigente comunale. A sostegno della propria versione ha prodotto atti, documenti e delibere relativi a circa 91 affidamenti effettuati nell’arco degli ultimi cinque anni.

Un dato che la difesa ritiene significativo riguarda la quota di procedure assegnate a società riconducibili alla famiglia Boscarino: meno del 10 per cento del totale. Quattro componenti della famiglia risultano tra gli indagati nell’inchiesta.

Nega di aver preso mazzette

Il funzionario ha inoltre respinto la contestazione relativa a una presunta richiesta di denaro. Secondo quanto emerso, a parlare di quella somma sarebbero stati altri indagati nel corso di conversazioni intercettate, senza che vi siano, nella ricostruzione fornita da Dell’Aira, riscontri a un suo effettivo coinvolgimento.

Nel corso dell’interrogatorio ha anche chiarito la propria conoscenza del carabiniere Strazzulla, precisando di non aver mai avuto rapporti con lui. Dell’Aira, che nel frattempo è stato trasferito a un altro ufficio del Comune, attende adesso la decisione del gip sull’eventuale applicazione di una misura cautelare.