L’accordo tra Fratelli d’Italia e il leader di Sud Chiama Nord, Cateno De Luca, continua a scuotere gli equilibri del centrodestra, accendendo un dibattito serrato che da Roma si riflette inevitabilmente sulla Sicilia. Sull’argomento è intervenuto direttamente il coordinatore politico di Noi Moderati, Saverio Romano, fresco promotore della nascita dell’intergruppo parlamentare all’ARS che unisce i centristi della Democrazia Cristiana, dell’Udc e di Noi Moderati. Romano lancia un messaggio chiaro all’ex sindaco di Messina: De Luca è il benvenuto, ma non può pensare di mantenere un piede in due scarpe, tenendosi “le mani libere” proprio nella terra in cui risiede il suo vero peso elettorale.
La nascita della Costituente Popolare
Il Centro punta a ricoprire un ruolo decisivo nei prossimi appuntamenti elettorali, muovendosi attraverso una generosa tessitura politica. L’obiettivo dichiarato da Romano è la creazione di una “costituente popolare” legata ai valori del Partito Popolare Europeo, capace di dare risposte concrete a giovani, imprese e famiglie. Sebbene i sondaggi non registrino ancora appieno questo lavoro sotterraneo, i centristi rivendicano battaglie storiche — dalla tutela dei caregiver alla conciliazione lavoro-famiglia, fino all’aumento degli stipendi per i giovani — convinti che la loro proposta si rivelerà presto determinante per la vittoria dell’intera coalizione di centrodestra.
Il nodo De Luca: risorsa o elemento di disturbo?
L’attenzione si sposta inevitabilmente sull’intesa nazionale siglata tra il movimento di Cateno De Luca e il partito di Giorgia Meloni. Pur definendo l’accordo “una cosa buona” e non temendo l’allargamento della coalizione, Romano solleva dubbi legittimi sulla reale natura di questa operazione. L’interrogativo politico è se Sud Chiama Nord rappresenterà un valore aggiunto o un fattore di instabilità per gli alleati. A non convincere i centristi sono due elementi: la tendenza di ScN a reclutare “seconde file” già appartenenti al centrodestra e, soprattutto, l’ambiguità tattica di De Luca, che evita di dichiarare la propria collocazione formale proprio in Sicilia, l’unico territorio in cui può spostare realmente i voti.
Chiarimento in vista nel centrodestra siciliano
Le tensioni e i nodi irrisolti non troveranno spazio per una convivenza forzata. Romano respinge fermamente l’idea di una coalizione paralizzata da liti interne — citando la celebre metafora dei “capponi di Renzo” — così come rifiuta una permanenza nel centrodestra dettata da pura inerzia. Il quadro politico impone un’accelerazione: nei prossimi giorni Noi Moderati e le forze centriste collegate chiederanno ufficialmente un tavolo di chiarimento alla coalizione. Sul tavolo ci saranno i criteri di composizione della squadra e le regole di ingaggio, per verificare se la linea dell’ambiguità siciliana possa davvero coesistere con le alleanze romane.



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