Il disegno di legge di Bilancio 2027 prevede la cedolare secca al 5% sui contratti di affitto a canone concordato stipulati nel 2027, contro il 10% attuale, e all’1% quando l’inquilino, alla firma, ha un’età inferiore a 36 anni. L’aliquota ridotta varrebbe per i canoni dal 1° gennaio 2027 al 31 dicembre 2031. Restano fuori i contratti prorogati o rinnovati nel 2027 e le nuove firme tra le stesse persone pensate per aggirare la norma.

Che cosa prevede la manovra sulla cedolare secca per il canone concordato?

La misura è nell’articolo 5 del ddl, il testo bollinato dalla Ragioneria e autorizzato dal presidente Mattarella alla presentazione alle Camere. È quindi una proposta: diventerà legge solo se il Parlamento la approverà entro fine anno, eventualmente con modifiche.

Il meccanismo è in tre passaggi:

  • 5% sui canoni dal 1° gennaio 2027 al 31 dicembre 2031, per i contratti a canone concordato stipulati nel 2027;
  • 1% se, all’atto della stipula, il conduttore ha un’età inferiore a 36 anni;
  • stesse aliquote anche per il primo rinnovo di quei contratti, sempre entro il 31 dicembre 2031.

Under 36: perché il comunicato dice «fino a 35 anni»?

Il comunicato del Consiglio dei ministri n. 195 parla di «conduttori fino a 35 anni». Il testo dell’articolo usa invece la formula «età inferiore a 36 anni» al momento della stipula. Nella sostanza coincidono: conta l’età alla firma, e chi ha già compiuto 36 anni resta al 5%.

Chi resta escluso dalla cedolare al 5%?

Secondo il testo riportato da FiscoeTasse, lo sconto non si applica in due casi:

  • ai contratti prorogati o rinnovati nel 2027: serve un contratto nuovo, stipulato nel 2027;
  • alle «ristipule» tra le stesse parti: se al 30 settembre 2026 era in corso un contratto non scaduto per lo stesso immobile, chiuso in anticipo, e nel 2027 il proprietario ne firma uno nuovo con chi a quella data viveva o era domiciliato nell’immobile, o con il suo nucleo familiare, il 5% e l’1% non valgono.

La clausola serve a evitare che un contratto già in corso venga chiuso e rifirmato solo per avere l’aliquota più bassa.

Quanto vale lo sconto: un esempio sul canone

Le simulazioni di ANIA Inquilini, riprese da FiscoeTasse, indicano su un canone annuo di 8.400 euro (700 euro al mese) un’imposta che passerebbe da 840 a 420 euro, con un risparmio di 420 euro; su 12.000 euro (1.000 al mese) da 1.200 a 600 euro.

Con l’aliquota all’1% per un inquilino under 36 lo stesso canone da 8.400 euro sconterebbe 84 euro di imposta l’anno, 756 in meno rispetto al 10% (calcolo nostro sulle aliquote del ddl). Lo sconto d’imposta riguarda il proprietario: il testo del ddl non prevede un obbligo di ridurre il canone.

Quanto costa la misura?

Secondo quanto riporta InformazioneFiscale citando la relazione tecnica, la misura richiederebbe una copertura di circa 109 milioni di euro e potrebbe interessare una platea potenziale di oltre 250.000 contratti. Sono stime, da verificare nel corso dell’iter parlamentare.